Il Tirreno

Toscana

Governo

Bonus da 80 euro nella tredicesima: ecco a chi spetta. Cosa è previsto nella bozza del decreto

Bonus da 80 euro nella tredicesima: ecco a chi spetta. Cosa è previsto nella bozza del decreto

Nel piano di riforma fiscale del Governo anche meno tasse sui premi di produzione

23 aprile 2024
2 MINUTI DI LETTURA





Si va verso un aumento di 80 euro della tredicesima per i redditi fino a 15.000 euro, per il solo 2024 e l'applicazione di una imposta sostitutiva agevolata del 10% sui premi di produttività fino a 3.000 euro. Lo prevede la bozza del decreto legislativo attuativo della delega fiscale che contiene disposizioni relative a diverse tipologie di redditi: agrari, di lavoro dipendente, di lavoro autonomo e diversi, redditi d'impresa, operazioni straordinarie. In totale, la bozza contiene 20 articoli con l'ultimo, sulle disposizioni finanziarie, ancora da scrivere.

Bonus 80 euro

Lo schema di decreto è atteso oggi (martedì 23) in Consiglio dei Ministri per l'esame preliminare. Nella bozza di decreto attualmente disponibile prevede che «nelle more dell'introduzione strutturale di un regime fiscale sostitutivo per i redditi di lavoro dipendente riferibili alle tredicesime mensilità, per l'anno 2024, la somma a titolo di trattamento integrativo, riconosciuta ai contribuenti con reddito complessivo non superiore a 15.000 euro, è incrementata di un importo non superiore a 80 euro da erogare unitamente alla tredicesima mensilità».

Novità sull’Irpef

Tra le misure della bozza di decreto anche quella attuativa delle legge delega sull'applicazione di una imposizione sostitutiva dell'Irpef sui premi di risultato. «Salvo espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro - riporta la bozza del decreto legislativo - sono soggetti a una imposta sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento, entro il limite di importo complessivo di 3.000 euro lordi, i premi di risultato di ammontare variabile, la cui corresponsione sia legata al miglioramento, anche tenendo conto del contesto economico e sociale di riferimento, di indicatori di produttività, redditività, qualità, efficienza, innovazione, reputazione e responsabilità sociale e sostenibilità ambientale, misurabili e verificabili esclusivamente sulla base di criteri definiti dalla contrattazione collettiva». È previsto anche che lo stesso regime si applichi «alle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell'impresa».

Primo piano
La sfida dell’energia

Geotermia in Toscana, la partita delle concessioni e degli extra profitti: oggi valgono 600 milioni all’anno

di Mario Neri
Cinema in Toscana