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Case Green, cosa sono e perché l’Italia ha votato contro la direttiva dell’UE. Le norme e la spiegazione

Case Green, cosa sono e perché l’Italia ha votato contro la direttiva dell’UE. Le norme e la spiegazione

Secondo le nuove leggi, entro il 2030 tutti i nuovi edifici dovrebbero essere edifici a emissioni zero, ed entro il 2050 il patrimonio edilizio dell'UE dovrebbe essere trasformato in un patrimonio edilizio a emissioni zero

12 aprile 2024
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Il Consiglio dell'Unione europea nella giornata di venerdì12 aprile ha adottato formalmente una direttiva riveduta sul rendimento energetico nell'edilizia. La direttiva contribuirà a ridurre le emissioni di gas serra e la povertà energetica nell'Unione Europea. Attualmente gli edifici rappresentano oltre un terzo delle emissioni di gas serra nell'UE.

Le nuove norme

Secondo le nuove norme, entro il 2030 tutti i nuovi edifici dovrebbero essere edifici a emissioni zero, ed entro il 2050 il patrimonio edilizio dell'UE dovrebbe essere trasformato in un patrimonio edilizio a emissioni zero. Per gli edifici non residenziali , la direttiva rivista introduce standard minimi di prestazione energetica garantendo che tali edifici non superino la quantità massima specificata di energia primaria o finale che possono utilizzare per m2 ogni anno. Secondo le nuove regole, nel 2030 tutti gli edifici non residenziali saranno al di sopra del 16% degli edifici con le peggiori prestazioni ed entro il 2033 al di sopra del 26% degli edifici con le peggiori prestazioni in termini di prestazione energetica. Ciò porterà a una graduale eliminazione degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni. Gli Stati membri possono scegliere di esentare edifici specifici dalle norme, come edifici storici, luoghi di culto o edifici di proprietà delle forze armate.

Gli Stati membri garantiranno inoltre che il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali sarà ridotto del 16% nel 2030 e del 20-22% nel 2035. Almeno il 55% della riduzione energetica sarà ottenuta attraverso la ristrutturazione degli edifici più deteriorati, che rappresentano il 43% degli edifici. edifici residenziali performanti. Nei loro sforzi di rinnovamento, gli Stati membri metteranno in atto misure di assistenza tecnica e di sostegno finanziario, con particolare attenzione alle famiglie vulnerabili. Per decarbonizzare il settore edilizio, i piani nazionali di ristrutturazione degli edifici includeranno una tabella di marcia con l'obiettivo di eliminare gradualmente le caldaie a combustibili fossili entro il 2040.

La posizione dell’Italia

Solo l'Italia e l'Ungheria hanno votato contro al Consiglio Ue. È quanto risulta dai tabulati del voto. Repubblica Ceca, Croazia, Polonia, Slovacchia e Svezia si sono invece astenute.

La spiegazione del ministro 

La direttiva sulla prestazione energetica delle case green approvata dal Consiglio Ue venerdì 12 aprile, è «bellissima, ambiziosa, ma alla fine chi paga? Noi abbiamo esperienze in Italia in cui pochi fortunelli hanno rifatto le case grazie ai soldi che ci ha messo lo Stato, cioè tutti gli altri italiani. È un’esperienza che potrebbe insegnare qualcosa». Lo sottolinea il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, a Lussemburgo a margine dell'Ecofin. «Quando sono arrivato qui la prima volta – continua – diversi colleghi mi chiedevano “ma com’è l'esperienza del Superbonus? Io già allora gli avevo sconsigliato di avventurarsi su questo terreno. Credo che ci sia da riflettere, nel senso che è giusto immaginare di rifare tutte le case green, ma, ribadisco, chi paga? Le famiglie? Gli Stati? L'Europa?». Per il ministro, «i principi sono bellissimi. La realtà è un’altra. E credo che sia dimostrata, in base ai numeri del Superbonus». Per il Superbonus, consentirete di spalmare le detrazioni su 10 anni? «Se dipendesse da me sì, però decide il Parlamento», conclude Giorgetti.

Gli imprenditori

«Nonostante i miglioramenti raggiunti, si tratta ancora di un testo non accettabile. In ogni caso, visto che è iniziato il festival delle categorie interessate ad ottenere lavoro facile a spese altrui, è importante chiarire agli italiani che nessun obbligo di intervento sugli immobili è ad oggi previsto. Solo il Governo potrebbe imporlo, recependo la direttiva. Ci sono due anni per farlo, ma noi – dice Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia – confidiamo che l'esecutivo e la maggioranza impieghino questo periodo di tempo impegnandosi con decisione per far sì che il provvedimento venga, al minimo, radicalmente modificato nella prossima legislatura europea. Bisogna incentivare, come si è fatto negli ultimi anni in Italia, attività importanti come l'efficientamento energetico degli immobili e - ancora più prioritariamente - il loro miglioramento sismico. Ciò che non va fatto è adeguarsi all'ideologia green e alle lobby che la sostengono», conclude.

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