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Farmaci introvabili, l’ex ostetrica di Livorno: «Ho 10 giorni di autosufficienza, le mie pillole salvavita non si trovano»

di Ilenia Reali

	La signora Maria con la scatola del farmaco
La signora Maria con la scatola del farmaco

Maria, operata al pancreas: «Ho diminuito la dose, ho perso due chili». È lo stesso farmaco che prende l’artista Fedez

29 febbraio 2024
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LIVORNO. La sua vita è appesa a 28 pastiglie di Creon. Sono quelle che prende ogni giorno da anni e che le servono per trattare l’insufficienza pancreatica. Maria Zaniboni, 88 anni, ha ancora 10 giorni di autosufficienza. Non un giorno in più. Il Creon, anche per lei, è un medicinale salvavita e non può farne a meno neppure per un giorno.

Ormai da oltre una settimana non lo trova più. Non ce n’è in farmacia, né all’ospedale. Né a Livorno né in altre città d’Italia. Zero confezioni. Inutile ingegnarsi. Le ci ha ovviamente provato.

È lo stesso farmaco che prende l’artista Fedez e, prima che uscisse la notizia della separazione con Chiara Ferragni, aveva preso a interessarsi al problema facendo appelli social per sollevare il problema. «Per noi operati al pancreas e allo stomaco è fondamentale averlo sempre. Non possiamo rischiare di rimanere senza ed è il motivo per cui comunque ho un pochino di scorta».

Maria Zaniboni, ex ostetrica, è stata operata nel 2004. Le hanno tolto la gran parte del pancreas. «Avevo una cisti che tenevo sotto controllo», racconta la donna. «Poi improvvisamente si è trasformata e sono stata operata. Fortunatamente, grazie ai controlli, mi è stato diagnosticato subito il tumore e le conseguenze non sono state così gravi come avrebbero potuto essere. Ho poi avuto una mestastasi nel 2007 e poi più niente. Ovviamente il mio pancreas non funziona è ho necessità degli enzimi pancreatici».

Con le mani prende le pillole, le versa nel tappo della confezione: mostra le capsule, in parte marroni e in partetrasparenti per far vedere tanti microgranuli, sono piccoli gioielli per la signora Maria. La preoccupazione di non riuscire ad averne in tempo, prima che la sua piccola scorta finisca, per Maria è tanta. La settimana scorsa, quando ha capito che c’era difficoltà a trovare il medicinale, a livello mondiale, ha cominciato a ridurre le capsule che prende ogni giorno per vedere se fosse riuscita ad attestarsi a un numero inferiore di pillole. Obiettivo ovvio allungare l’autosufficienza. «In una settimana ho perso due chili. Da 41 sono passata a 39. Di fatto non digerisco niente e non assorbo nulla. Sto male, continuo a dimagrire e ho diarrea. Insomma ho dovuto ricominciare a prendere lo stesso numero di pastiglie altrimenti sarei andata a peggiorare e non potevo permetterlo», dice la donna.

Con il marito ha provato a cercare le medicine anche in altre città («a Mantova e a Milano dove ho dei nipoti», dice) ma di Creon non ce n’è più da nessuna parte.

Gli appelli dei pazienti si susseguono ma al momento la produzione non è sufficiente per tutti coloro che ne hanno bisogno. «Per me – dice l’ex ostetrica – è molto complicato. Non è solo un problema di qualità della vita: sono magra e non posso certo permettermi di dimagrire ancora, perdo peso ma anche muscoli. Lo ripeto, per me, come per tanti altri, è un farmaco salvavita. Se non riuscirò a trovarlo entro una settimana sarà un disastro».

Maria fa un appello per se stessa ma anche per gli altri. «Era successo altre volte che non avevamo trovato il farmaco ma al massimo in 6-7 giorni tornava in commercio. Adesso non ne hanno più neppure in ospedale e nessuno sa dirci quando lo troveremo. Io sono esente ma anche se lo volessi a pagamento non sarei in grado di trovarlo. È necessario che ci diano rassicurazioni e che si faccia qualcosa per avere il farmaco». 


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