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Nuovo bonus edilizio, il tetto al reddito e lo stop alle detrazioni: cosa cambia

di Leonardo Monselesan
Nuovo bonus edilizio, il tetto al reddito e lo stop alle detrazioni: cosa cambia

Efficientamento energetico, dal Pnrr fondi destinati a famiglie a basso reddito e lavori affidati alle Esco

03 dicembre 2023
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Con l’approvazione da parte della Commissione Europea delle modifiche al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) lo scorso 24 novembre, sono in arrivo numerosi cambiamenti al programma di rilancio e transizione ecologica del Paese, tra cui anche una nuova forma di agevolazione edilizia per l’efficientamento energetico degli appartamenti delle famiglie a basso reddito. Si tratta di modifiche che, come spiega il governo, si sono rese necessarie per risolvere problemi all’attuazione del piano originario, oltre che per migliorarlo.

Così il nuovo Pnrr ammonta ora a 194,5 miliardi di euro, per un totale di 66 riforme (sette in più) e 150 investimenti (di cui dodici nuovi e cinque potenziati). Di questo budget, ben il 39,5% è destinato alla transizione verde, ambito in cui rientra per l'appunto anche la nuova agevolazione per l’efficientamento energetico degli edifici. Una novità, questa, che assume una particolare rilevanza proprio in vista della progressiva riduzione del Superbonus, destinato poi a scomparire. Seguendone la falsa riga, per questa nuova agevolazione sono stati stanziati un miliardo e 381 milioni di euro, che però supporteranno gli interventi di efficientamento energetico per le famiglie a basso reddito, quelle che altrimenti non avrebbero modo di sostenere i costi dei lavori necessari. Due terzi di questa somma, cioè più di 920 milioni, saranno destinati a case popolari e alloggi sociali, mentre i restanti 460 milioni circa andranno invece alle famiglie a basso reddito che abitano in condomini. I fondi, stando a quanto affermato nei documenti approvati dalla Commissione europea, dovrebbero essere affidati alla gestione di un partner operativo, che potrebbe essere Cassa Depositi e Prestiti o la European Investment Bank, ma non si esclude una collaborazione tra i due soggetti.

Nel corso del 2024, quindi, lo Stato italiano e il partner operativo individuato dovranno mettere nero su bianco le caratteristiche di riferimento che assumerà lo strumento finanziario. Da questo punto di partenza verrà poi ricavato l’accordo attuativo della misura, in cui verranno definite più precisamente le modalità di erogazione dell’agevolazione, i requisiti di eleggibilità dei beneficiari e la destinazione di utilizzo dei fondi riservati agli alloggi popolari, ma anche una più precisa definizione dei criteri per raggiungere l’obiettivo minimo di efficientamento energetico dell’immobile. Una delle poche certezze, in termini operativi, che si hanno ad ora è infatti la richiesta di ottenere una riduzione del 30% del dispendio energetico delle abitazioni.

L’agevolazione dovrebbe entrare in vigore nel 2025. Anche se al momento non si conoscono le modalità con cui verrà messa in atto questa misura, il documento contenente la proposta di modifica del Pnrr offre alcune linee di indirizzo generale. Una delle più significative, che rappresenta anche una delle più grandi differenze rispetto al Superbonus, è che l’agevolazione non sarà più corrisposta come credito d’imposta ai beneficiari (che dovevano quindi mettere mano alle proprie tasche o optare per lo sconto in fattura per pagare i lavori), ma attraverso il supporto finanziario diretto a società di servizi del settore energetico (Esco) individuate ed incaricate dello svolgimento dei lavori dal partner operativo che gestirà le risorse per l’agevolazione. Le decisioni relative agli investimenti saranno prese da un consiglio direttivo che dovrà essere indipendente dallo Stato.

Viene però già stabilita la linea del “Do No Significant Harm” (non procurare pericoli significativi), con riferimento all’impatto ambientale degli interventi, secondo cui gli investimenti non potranno riguardare attività e risorse collegate ai combustibili fossili, quelle che si trovano sopra alla soglia minima degli obiettivi di compensazione delle emissioni secondo il mercato europeo dei crediti di emissioni, né quelle relative a discariche o inceneritori.

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