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Boom di polmoniti nei bambini in Cina: cosa succede e cosa dicono gli esperti


	Un ospedale in Cina
Un ospedale in Cina

Casi in aumento anche in Francia e in Vietnam. «Capire se si tratta del Mycoplasma o di un mix di virus»

28 novembre 2023
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Boom di polmoniti nei bimbi non solo in Cina, ma anche in Francia e in Vietnam. »La situazione attuale non ci deve far pensare a un'emergenza, ma sicuramente le istituzioni devono sorvegliare», ribadisce Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano, al 'Gr1' su Rai Radio 1. Per l'esperto, «ad oggi è necessario approfondire anche i motivi per cui queste polmoniti ci sono» e sono in aumento, «ovvero se si tratta di Mycoplasma pneumoniae», batterio «che è uno dei possibili candidati - conferma Pregliasco - viste le caratteristiche di questa patologia, o della combinazione di più virus respiratori usuali».

IN ITALIA NESSUNA EMERGENZA

«Siamo in inverno e le malattie respiratorie crescono. Dalla Cina e dalla Francia sono arrivate segnalazioni di un aumento di casi di polmoniti. L'Oms ha immediatamente riferito che non c'era bisogno di mettere in campo nessuna misura e ha detto che non sono necessarie misure di emergenza. In Italia poi non c'è nessun allarme, i presidi terapeutici che abbiamo sono sufficienti per combattere queste polmoniti da micoplasma e virus respiratori. Ribadisco che non c'è nessuna mutazione del virus Covid o nuovo misterioso virus». Così ha dichiarato il direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, Francesco Vaia, a margine dell'evento 'InnovaCtion - Ricerca, innovazione e cambiamento per la salute del futuro', promosso a Roma da Gsk, rispondendo sull'aumento dei casi di polmoniti pediatriche nei bambini in Cina, Francia e Vietnam.

Quanto deve preoccupare il boom di infezioni respiratorie e di polmoniti in Cina e i patogeni elencati dalle autorità sanitarie del gigante asiatico come responsabili di questo incremento registrato in particolare fra i bambini? Qualcuno di questi ha un potenziale pandemico? Sono le domande alle quali hanno provato a rispondere alcuni esperti di biosicurezza e ricercatori in un'analisi pubblicata sul network 'The Conversation'. Che le notizie su questo picco abbiano catturato l'attenzione internazionale non sorprende, perché «l'ultima volta che abbiamo sentito parlare di una misteriosa epidemia respiratoria che ha portato a un sovraffollamento degli ospedali è stato all'inizio della pandemia di Covid», osservano gli autori che esaminano uno per uno i patogeni citati dalle autorità sanitarie cinesi.

MYCOPLASMA: DI COSA SI TRATTA

A partire dal mycoplasma, batterio che da giugno di quest'anno sta causando epidemie di malattie respiratorie in Cina. Questo germe viene solitamente trattato in comunità con antibiotici e il ricovero in ospedale non è comune. Può portare a un fenomeno chiamato 'polmonite ambulante', quando cioè la radiografia del torace appare molto peggiore di quanto appaia il paziente. A Taiwan, report suggeriscono che vi sia un elevato livello di resistenza agli antibiotici, il che potrebbe spiegare perché il batterio sta causando più ricoveri ospedalieri. Uno dei principali imputati chiamati in causa dagli esperti del gigante asiatico è poi l'influenza: «Scesa a livelli molto bassi durante i primi 2 anni di pandemia Covid, grazie a mascherine, distanziamento fisico e altre misure, tornati alla 'normalità' le infezioni hanno avuto un trend in ripresa. L'influenza è più grave nei bambini sotto i 5 anni e negli anziani, quindi potrebbe contribuire ai ricoveri ospedalieri tra i più piccoli. Nella rassegna dei virus intercettati in questo picco di infezioni respiratorie c'è poi il virus respiratorio sinciziale (Rsv) che può essere grave nei bambini e, come l'influenza, è quasi scomparso durante i primi due anni di pandemia. Ma ora sta circolando ampiamente, ragionano gli esperti. È stato segnalato anche l'adenovirus, che può causare una serie di sindromi tra cui la gastroenterite e una malattia simil-influenzale. E anche il suo contributo risulta plausibile. Covid, dal canto suo, può anche causare polmonite, ma in misura minore nei bambini. Certo Sars-CoV-2 provoca più morti tra i bambini rispetto all'influenza, e alcune ricerche suggeriscono che potrebbe anche provocare una disfunzione immunitaria dopo l'infezione, il che potrebbe spiegare l'aumento inaspettato di altre infezioni, comprese le infezioni da streptococco e micoplasma dopo la pandemia.

IL MIX D’INFEZIONI

C'è poi il fattore 'co-infezioni', mix di più patogeni. E uno studio, segnalano gli autori di questa analisi, ha dimostrato che la coinfezione con Sars-CoV-2 e mycoplasma è molto comune e provoca complicazioni più gravi. Resta la domanda che più genera ansia: potrebbe trattarsi di una nuova pandemia? I dati, esaminano gli esperti, confermano un aumento delle malattie respiratorie quest'anno in Cina rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Al contrario, lo stesso confronto per il mondo mostra una diminuzione quest'anno rispetto allo scorso anno, «il che ci dice che la Cina sta effettivamente sperimentando più malattie respiratorie del previsto». Ma «se non fosse stata identificata alcuna causa nota per questo aumento, ciò sarebbe motivo di maggiore preoccupazione. In realtà ne sono stati identificati diversi», il che sembra dare «la certezza che non abbiamo a che fare con un nuovo virus». In realtà, continuano gli autori,«il virus che più ci preoccupa e che ha un potenziale pandemico è l'influenza aviaria, che potrebbe mutare fino a diventare facilmente trasmissibile agli esseri umani. La Cina è stata in passato un epicentro dell'influenza aviaria». Con epidemie estese e continue negli uccelli e nei mammiferi,«esiste una maggiore probabilità di mutazioni e mescolanze del materiale genetico dell'influenza aviaria e umana, che potrebbero portare a un nuovo virus influenzale pandemico». 

AUMENTA LA MINACCIA DI NUOVI VIRUS

In generale, «la minaccia di nuovi virus è in aumento e il potenziale pandemico è maggiore per i virus che si diffondono per via respiratoria e che sono abbastanza gravi da causare polmonite". Ad oggi, concludono gli esperti, "non vi è alcuna indicazione che l'attuale situazione in Cina sia una nuova pandemia, ma dovremmo sempre identificare e prestare attenzione ai cluster di polmonite non diagnosticati. I sistemi di allerta precoce ci offrono le migliori possibilità di prevenire la prossima pandemia».

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