Il Tirreno

Toscana

IL DELITTO

Ucciso con otto coltellate a Scandicci, parla l'assassino: "Non volevo". Ma un microfono ha registrato le minacce

Matteo Leoni
Nei riquadri, a sinistra la vittima Tommaso Dini e a destra l'omicida Ilir Leba
Nei riquadri, a sinistra la vittima Tommaso Dini e a destra l'omicida Ilir Leba

La vittima è il commerciante Tommaso Dini. Il giudice ha convalidato l'arresto dell'imprenditore edile Ilir Leba. L'accusa è omicidio volontario aggravato

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È stato raggiunto da almeno otto fendenti Tommaso Dini, il commerciante morto dopo essere stato accoltellato nella notte tra sabato e domenica scorsa a Scandicci. L'uomo, colpito al torace e alle gambe, è arrivato in ospedale in stato di arresto cardiocircolatorio dovuto allo choc emorragico provocato dalla lesione di un'arteria. Alcune ore dopo è morto nonostante l'intervento chirurgico. Il suo aggressore, Ilir Leba, imprenditore edile di 48 anni, oggi - martedì 29 marzo - è comparso davanti al gip, che ha convalidato l'arresto e disposto per lui la misura della custodia cautelare in carcere.

L'uomo, difeso dall'avvocato Neri Cappugi, non ha risposto alle domande del giudice ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee: "La mia intenzione non era di fare del male - ha detto -, quando sono uscito e ho trovato questo signore non so cosa mi è preso". Una versione che però non ha convinto il giudice, che ha disposto per lui la misura della custodia cautelare in carcere per omicidio volontario aggravato. Il microfono della telecamera del negozio di kebab dove si trovava poco prima dell'aggressione lo ha registrato mentre pronunciava più volte la frase "Ora gli devo tirare", prima di uscire e scagliarsi contro il commerciante.

Un avventore del kebab ha provato a fermarlo, e per alcuni minuti è riuscito a calmarlo, facendolo sedere a un tavolo e facendogli mettere via un piccolo coltello a serramanico che aveva estratto dai vestiti, probabilmente quello usato poi come arma del delitto.

Le indagini dei carabinieri proseguono per accertare il movente. Tra i due ci sarebbero stati degli screzi precedenti, ma sulla reale ragione dell'aggressione il quarantottenne al momento non avrebbe fornito spiegazioni.

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