Soldi falsi, invasione in Toscana di banconote da 50 e 20 euro. Ecco come riconoscerle
I tentativi di spaccio si moltiplicano: nel mirino negozi e mercatini, ma serve grande attenzione da parte di tutti
Si presentano in due, una mora e l’altra bionda, giovani e ben vestite. Girano da un negozio all’altro del centro di Follonica mentre un complice le aspetta a bordo di una Fiat Cinquecento verde bottiglia. Fanno acquisti, dal pane alla carne, dagli occhiali alla verdura, pagando con banconote da cento euro, decisamente false, con qualcuno che ci è cascato e altri che invece hanno annusato l’imbroglio. Pochi giorni fa, nella stessa cittadina della Maremma, erano stati invece due ragazzini a cercare di rifilare una banconota da venti euro a un giornalaio che non si è fatto però abbindolare, ma l’allarme è scattato anche a Piombino dove un’agenzia di assicurazioni si è trovata in cassa tre banconate dal caratteristico colore arancione, ma taroccate con una discreta precisione. E a Firenze, proprio mentre parla con noi, Aldo Cursano, presidente toscano della Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcomercio, gira tra le mani un bel biglietto da dieci euro stampato chissà dove che, dice, attaccherà alla cassa del suo bar, giusto per ricordare ai dipendenti dell’esistenza di questo problema che trova terreno fertile tra i tanti turisti che affollano il capoluogo. Insomma, il denaro falso sembra dilagare, almeno a giudicare dalle segnalazioni che arrivano un po’ da tutta la Toscana e che consigliano almeno un atteggiamento di prudenza.
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Dati allarmanti. Secondo Ivano Daelli, coordinatore del Centro di competenza economico giuridica di Altroconsumo, nota organizzazione per la tutela dei consumatori che ha preso in esame i dati della Banca Centrale Europea, nel secondo semestre del 2014 la Banca d'Italia ha riconosciuto come false 95.711 banconote ritirate dalla circolazione nella Penisola, con un incremento del 36,9 per cento rispetto ai secondi sei mesi del 2013, quando le banconote riconosciute false furono invece 69.895. «Il taglio da 20 euro è ancora il più contraffatto spiega Daelli - e ad esso appartiene il 59,5 per cento del totale dei falsi individuati nel periodo. Seguono i tagli da 50 (21,8%) e da 100 (12,9). Nel secondo semestre del 2014 complessivamente sono state ritirate dalla circolazione 507.000 banconote in euro false, il 97,5 per cento delle quali individuate nei paesi dell'area della moneta unica con un incremento del 44 per cento rispetto al quantitativo rinvenuto nel secondo semestre del 2013, fermo a quota 353.000».
Come difendersi. Se, come spieghiamo più avanti, le vittime preferite, ovvero i commercianti, si stanno già attrezzando ad esempio con gli appositi “lettori”, ai privati non resta che informarsi sulla verifica (vedi anche la grafica) delle caratteristiche di sicurezza di cui sono dotate le banconote. In sintesi, ecco cosa consiglia l’esperto di Altroconsumo. Innanzitutto, vanno toccati gli elementi in rilievo perché speciali tecniche di stampa conferiscono ai biglietti una particolare consistenza Poi, va guardata la banconota in controluce, un sistema che fa apparire filigrana, numero e filo di sicurezza, caratteristiche che sono riscontrabili su entrambi i lati dei biglietti autentici. È inoltre importante muovere il denaro: si potrà vedere mutare l'immagine dell'ologramma posto sul fronte del biglietto, mentre sul retro si osserva la striscia brillante (tagli da 5, 10 e 20 euro) o il numero di colore cangiante (tagli da 50, 100, 200 e 500). «Ma ai lettori voglio anche fornire almeno un altro paio di consigli - conclude Daelli - e cioè, privilegiare l’uso del denaro elettronico come bancomat e carte di credito al posto dei contanti e, soprattutto, se si accetta una banconota falsa e si riconosce come tale non tentare di rispacciarla: in Italia è un reato grave (ne parliamo anche a parte, ndr) e conviene consegnarla a una banca o alla Banca d’Italia con il rischio, se effettivamente è contraffatta, comunque di perdere i soldi».
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Mercatini nel mirino. Se i rischi maggiori li corrono i commercianti, in particolare, sottolinea Gilberto Bacci, responsabile della comunicazione di Confesercenti Toscana, appaiono da tempo nel mirino i mercati dove c’è tanta confusione e girano molti tagli piccoli. «Tra le vittime preferite - prosegue - ci sono poi i benzinai che maneggiano importanti quantità di denaro, così come i negozianti tradizionali magari durante le svendite o i fine settimana. Per tutti un buon rimedio è appunto l’uso del Pos, cosa per cui le banche dovrebbe venirci incontro con commissioni più moderate».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Aldo Cursano, presidente regionale e vicario nazionale della Fipe, che conferma la forte crescita del denaro falso in circolazione, ma aggiunge il fatto che i commercianti sono già attrezzati con i relativi lettori, il cui costo oscilla dai 100-120 euro a i 300 dei più sofisticati. «Io le parlo da Firenze e qui le vittime sono soprattutto i turisti - commenta quest’ultimo -, anche perché spesso fanno acquisti da venditori abusivi che non hanno scrupoli. Purtroppo di biglietti falsi ne girano tanti, soprattutto da 5, 10 e 20 euro. A volte. mi creda, sono veramente perfetti e qualcosa sfugge per forza».

