Manovra fatale
L'omaggio a Francesco Guccini, pellegrinaggio silenzioso a Pavana verso la casa del Maestrone – Fiori e messaggi: «Uno di noi»
Processione lenta e rispettosa fino al cancello verde dell’abitazione del cantautore dove sono stati lasciati messaggi e fiori. Il titolare della Caciosteria: «Il vuoto che ci lascia sarà riempito dalle sue canzoni»
Indossa una maglietta con davanti la copertina dell’album "Stagioni" e dietro una parte del testo di una canzone. Si chiama Marco Calvani ed è arrivato a Pavana, nel comune di Sambuca Pistoiese, da Livorno per dare l’ultimo saluto a Francesco Guccini, scomparso giovedì 6 agosto a 86 anni nella sua abitazione nella frazione montana dell’Appennino tosco-emiliano. Marco è silenzioso, molto discreto, come del resto tutti gli altri "pellegrini" che camminano tra i ricordi del Maestrone.
L'omaggio silenzioso
Una processione lenta e rispettosa, come richiesto dalla famiglia di Guccini, che arriva fino al cancello verde della casa per fare un saluto o lasciare un ricordo. «Vengo da Livorno - ci spiega - e seguo Francesco come cantautore fin dal suo primo concerto nella mia città nel 1977. Per due volte ho tentato di conoscerlo di persona, ma avvicinarlo nel momento delle sue esibizioni non è mai stato semplice. Ma oggi - conclude - ho voluto dargli il mio ultimo saluto a sono venuto a Pavana».
Cammina costeggiando l’abitazione, a volte si appoggia ad un’altra casa osservando quella del cantautore. La mattinata di ieri sta già terminando ma Marco Calvani, sembra voler rimanere più tempo possibile, come se la sua presenza allontanasse la tragica notizia che Guccini è morto. Al cancello, forse lasciati il giorno prima, ci sono un mazzo di fiori e un foglio con scritto "Grazie Francesco" accompagnato da un cavatappi. Si avvicinano due giovani. Avranno vent’anni o poco più. Sono la testimonianza che la Locomotiva ha attraversato almeno quatto generazione. «Veniamo da Bologna - spiegano - ma invece di scegliere di andare in via Paolo Fabbri, abbiamo voluto essere a Pavana, dove è lui. Siamo cresciuti a "pane e Guccini". Abbiamo sempre apprezzato la dignità letteraria e i suoi testi, sono pura poesia. Adesso sarà diverso ascoltarli - concludono - sapendo che lui non c’è più». I due giovani posano una bottiglia di vino con un biglietto in cui c’è scritto: «Nel caso lassù fosse finito».
«Uno di noi»
Ieri Pavana era questa. Tanta discrezione. Tanto rispetto davanti alla richiesta della famiglia di mantenere il massimo della riservatezza. Nessun annuncio di morte, nessun accenno esplicito alla scomparsa. Eppure in tutto il paese si respira un’atmosfera diversa dal passato. Sembra che in queste ore tutto parli di Francesco Guccini. Che per i pavanesi non era solo la celebrità, ma soprattutto l’amico, «uno di noi» come ci viene ripetuto più volte. «Francesco era un amico - ci dice Domenico Zummo (detto Mimmo ndr) del ristorante paesano Caciosteria - che veniva da noi, quando stava bene, almeno due o tre volte a settimana. Eravamo quasi il suo rifugio. Ci lascia - aggiunge - un grande vuoto, che per fortuna sarà riempito dagli altissimi pensieri lasciati attraverso la sua opera in eredità».
L'amica d'infanzia
Il nostro viaggio ci porta nel centro del paese di Pavana lasciando la parte che si sviluppa lungo la statale 64 Porrettana. Ci sono sempre piccoli gruppi di persone che commentano la tragica notizia. Tra di loro c’è la signora Liana, amica di infanzia di Guccini. «Le estati di Francesco bambino - ci racconta - erano sempre pavanesi, al mulino di famiglia. Mia madre e la sua, Ester, si conoscevano e a volte al momento del saluto diceva a Francesco di darmi un bacino. Eravamo bambini. Francesco era davvero uno di noi, voleva bene a Pavana. Una persona colta, riservata, un grande intellettuale».
Il murale
Al bar pizzeria "Il Sambuchino" sotto strada, un’intera parete è occupata da un "Quarto Stato" col cantautore al centro, il murale che Guccini ha donato a Pavana e che lo ritrae in una rivisitazione del celebre dipinto di Giuseppe Pellizza da Volpedo insieme ad altri personaggi simbolo della musica italiana. Intanto dalla casa di Guccini, dove abitava con la moglie Raffaella, in pochissimi entrano o escono. Saliamo in automobile direzione Mulino Chicon, quello della famiglia Guccini. Ci sono pace e silenzio.
«Come amministrazione abbiamo aderito all’indicazione della famiglia, che vuole la massima riservatezza. Per questo non abbiamo diffuso comunicati, né organizzato iniziative pubbliche», spiega il primo cittadino di Sambuca Pistoiese Marco Breschi. «Forse può sembrare strano che non si proclami il lutto cittadino - prosegue Breschi - ma non è certo per scarsa attenzione nei confronti di Francesco Guccini. Anzi, è esattamente il contrario: è la massima attenzione verso il desiderio della famiglia, che voleva vivere questo momento in modo personale e riservato. Ognuno di noi sambucani conosce bene il suo volto, il suo modo di parlare, di cantare e soprattutto la limpidezza delle sue parole. Quella limpidezza mi ricorda l’acqua del Limentra, il torrente che lui ha sempre amato e descritto nei suoi racconti». Poi il sindaco conclude. «Se dovessimo fare in futuro qualcosa dedicato a Guccini - spiega - lo faremo comunque in accordo con la volontà della famiglia».
La cerimonia funebre
Nella sede della Pro loco di Pavana c’è una mostra i cui dipinti sono ispirati alle canzoni del cantautore. La sobria cerimonia funebre si terrà oggi nell’abitazione del cantautore: ci saranno i familiari e le persone più vicine all’artista. Per consentire ai tanti fan di rendere omaggio a Guccini sarà poi organizzata una cerimonia commemorativa pubblica in settembre a Bologna. Dopo il momento intimo nella casa di Guccini, la salma sarà trasferita nel tempio crematorio bolognese e le ceneri saranno in seguito tumulate nel cimitero comunale di Pavana, così come voleva il Maestrone.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
