Il ritratto
Addio Francesco Guccini: dentro la vita del poeta senza tempo – Il rifugio sull’appennino toscano, gli inizi da prof, il successo e l’ultima canzone
Il cantautore si è spento nella sua casa di Pavana, circondato dai familiari. Le esequie saranno riservate, mentre a settembre è prevista una commemorazione pubblica per celebrare una carriera che ha attraversato generazioni, tra musica, libri e un’eredità culturale unica nel panorama italiano
PISTOIA. Poeta, narratore, testimone di un'Italia in evoluzione. Si apre un grande vuoto nel panorama della cultura italiana. È morto nella mattina di giovedì 6 agosto nella sua casa di Pavana, sulla montagna in provincia di Pistoia, il luogo che aveva scelto come rifugio e radice, Francesco Guccini. Aveva 86 anni. Accanto a lui c’erano la moglie Raffaella, la figlia Teresa e i familiari più stretti. La famiglia ha comunicato la notizia chiedendo che il lutto venga vissuto nella massima riservatezza: le esequie si terranno nei prossimi giorni e saranno esclusivamente private, come da volontà del cantautore.
Una commemorazione a settembre
Pur mantenendo la discrezione richiesta, i familiari hanno annunciato che a settembre verrà organizzata una cerimonia pubblica, così da permettere a chi lo ha seguito per decenni di salutarlo e ricordarlo. Un gesto pensato per i tanti che hanno trovato nelle sue parole un compagno di viaggio.
Gli inizi: insegnante, giornalista, poi la musica
Prima di diventare uno dei simboli della canzone d’autore italiana, Guccini ha attraversato altre strade: l’insegnamento dell’inglese, il giornalismo, la scrittura. La musica arriva negli anni Sessanta, quando pubblica il suo primo album, Folk Beat n.1 (1967). In quelle tracce compaiono già i temi che lo accompagneranno per tutta la vita: l’impegno civile, la critica al potere, la memoria del passato.
Gli anni della consacrazione
Tra gli anni Settanta e Ottanta Guccini firma alcuni dei suoi lavori più celebri: Radici, Via Paolo Fabbri 43, Amerigo. Sono dischi che lo collocano tra i massimi interpreti del cantautorato italiano. Le sue canzoni diventano specchio di un Paese che cambia: La locomotiva, Dio è morto, L’avvelenata entrano nel patrimonio collettivo come inni generazionali.
La voce narrativa: romanzi, racconti, saggi
Accanto alla musica, Guccini coltiva una produzione letteraria ricca e personale. Pubblica romanzi, memorie e saggi spesso ambientati nel suo Appennino, contribuendo a fissare la storia e la cultura del territorio. Tra le opere più note figurano Cròniche Epafàniche, Vacca d’un cane e i gialli scritti con Loriano Macchiavelli.
Gli ultimi progetti musicali
Nel 2012 esce L’ultima Thule, album che segna una svolta nella sua carriera. Tre anni dopo torna a cantare come ospite nel brano Le storie che non conosci di Samuele Bersani e Pacifico, iniziativa benefica dedicata ai bambini non vedenti. Nel 2019 arriva Note di viaggio – Capitolo 1, progetto curato da Mauro Pagani in cui grandi artisti reinterpretano dodici brani del suo repertorio. Il disco si apre con Natale a Pavana, cantato da Guccini in dialetto pavanese. Nel 2022 pubblica Canzoni da intorto, seguito l’anno successivo da Canzoni da osteria, due album che riportano la sua voce al centro della scena.
Il ricordo di Giani
«Addio a Francesco Guccini. Con profondo dispiacere se ne va una delle voci più autentiche della cultura e della canzone d'autore italiana. Le sue parole hanno raccontato generazioni, dando voce ai valori della libertà, della memoria, della giustizia e dell'umanità». Lo ha scritto sul suo profilo Instagram il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. «Per la Toscana il suo nome resterà indissolubilmente legato a Pavana, il borgo dell’Appennino pistoiese che ha scelto come casa e che ha trasformato in un luogo dell'anima, rendendolo protagonista di pagine indimenticabili della sua musica e della sua narrativa - ha aggiunto Giani -. Le sue canzoni continueranno ad accompagnarci, perché i grandi artisti non ci lasciano mai davvero: continuano a vivere nelle emozioni che sanno trasmettere. Grazie di tutto Francesco!».
Il tributo della Camera
La notizia della sua morte ha raggiunto anche Montecitorio, dove l’Aula ha dedicato un applauso al cantautore. La capogruppo Pd Chiara Braga ha ricordato Guccini come «un poeta capace di unire generazioni e raccontare il nostro tempo», proponendo una commemorazione ufficiale a settembre. La richiesta ha ottenuto sostegno bipartisan. La presidente di turno, Anna Ascani, ha espresso le condoglianze dell’istituzione alla famiglia.
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