Escursioni in Toscana, la Via della Castagna e lo spettacolo della roccia “materasso”
Inaugurato tre anni fa ed è subito diventato uno dei percorsi più praticati: tocca punti davvero spettacolari
LUCCA. È stato inaugurato tre anni fa ed è subito diventato uno dei percorsi più praticati perché regala tra l'altro uno spettacolo come pochi: una roccia emersa durante la pulitura chiamata “materasso”, di rara bellezza. È la “Via della Castagna”, la cui opera di recupero e pulitura è stata effettuata dall'associazione Jurassik Bike e dal gruppo trekking Pegaso.
Un grande lavoro quello dei volontari, che hanno tagliato l’erba, fatto la pulitura e la segnaletica a mano, e hanno tinto i cartellini in legno. Rappresenta un collegamento tra il fondovalle e la zona montana del Comune di Bagni di Lucca e permette di raggiungere alcuni dei luoghi più spettacolari di tutta la Toscana, come il paese di Montefegatesi e l'Orrido di Botri. Da questi punti si può proseguire su altri sentieri Cai, come il Sentiero degli Avi, l' Alta Via dei Pastori, e i sentieri n.12 e 016, per altre escursioni tra le montagne dell'Appennino Tosco Emiliano. La via della Castagna dà la possibilità di effettuare tre percorsi.
Il primo tratto va dalla stazione di Fornoli fino a Granaiola. Comincia proprio dall'abitato di Fornoli e il punto di partenza è raggiungibile col treno, ma anche col bus. Il sentiero si inerpica sulle pendici boscose del fianco destro della Valle della Lima. Dopo una bella salita si raggiunge il paese di Granaiola (tempo previsto per compiere questo tratto un'ora e trenta per una distanza di km 3,8).
Il secondo tratto va da Granaiola fino a Montefegatesi con un tempo di percorrenza di due ore e trenta per km 7,5. Si attraversano i paesi di Pieve di Monti di Villa e Monti di Villa camminando tra castagneti e bellissime radure, da dove si possono godere panorami mozzafiato su alcune cime dell'Appennino Tosco Emiliano come il monte Rondinaio e l'Alpe Tre Potenze. Il punto più alto è la località Colletti, a 850 metri dove si trovano castagni secolari. Poi il sentiero comincia a scendere fino ad arrivare a Montefegatesi dopo avere passato la chiesina di S. Anna e i Mulini di Montefegatesi.
Il terzo tratto va da Montefegatesi, attraversa i castagneti e passa vicino ai vecchi metati, testimonianza dei tempi passati. Il sentiero raggiunge il torrente Fegana dove si può ammirare una particolare formazione geologica chiamata familiarmente "materasso" a causa della sua incredibile somiglianza ai vecchi materassi di una volta.
Un breve tratto permette di arrivare alla località Ponte a Gaio (634 mt l.m.) punto di entrata dell'Orrido di Botri, lo straordinario canyon scavato nel Rio Pelago. A Ponte a Gaio si possono trovare un ristorante e il centro visitatori per l'Orrido. Nel complesso circa 15 km di percorso, con un dislivello positivo di circa 700 metri. È percorribile in Mtb.
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