Il Tirreno

IL COMPLEANNO 

80 anni da “pantera”, la leggenda di Milva Da Sanremo a Brecht, una voce irripetibile

JEANNE PEREGO
80 anni da “pantera”, la leggenda di Milva Da Sanremo a Brecht, una voce irripetibile

I ricordi degli amici e collaboratori: una donna unica «Si atteggiava da diva, sotto sotto era buona e generosa»

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JEANNE PEREGO

Buon compleanno, Milva! La Pantera di Goro oggi compie 80 anni, 60 dei quali passati a calcare con successo i grandi palcoscenici di tutto il mondo con un repertorio eclettico e colto che l’ha vista passare dal Festival di Sanremo alle opere di Brecht, ai tanghi di Astor Piazzolla e alle musiche di Kurt Weill , fino all’opera di Luciano Berio. A Maria Ilva Biolcati, questo il nome all’anagrafe della cantante, sono arrivati messaggi e videomessaggi d’auguri da parte di numerosi personaggi del mondo dello spettacolo , e non solo. A farle degli auguri speciali ci sono anche due livornesi, Eugenio “Neno” Vinciguerra e Claudio Barontini, che come musicisti hanno condiviso con la cantante anni bellissimi, che sono stati la base per tutta la loro successiva carriera, nella musica per il primo, e nell’attività di fotoreporter per il secondo. Tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta Vinciguerra ha accompagnato Milva come pianista e come direttore dell’orchestra, e ha scritto per lei anche alcune canzoni. Una collaborazione iniziata con il complesso livornese “Gli Arcieri” , e proseguita poi con la nuova band, pure interamente labronica , dei “Milvi” , costituita, oltre che da Vinciguerra alle tastiere, dal poi divenuto dottore commercialista Franco Paganelli alla chitarra, da Giovanni Martelli (poi ragioniere) alla batteria, Claudio Barontini al basso e Marco Gasperetti, ora giornalista, al flauto. «Milva è stata una grandissima cantante e una grandissima donna - racconta ricordando gli anni dei viaggi con lei in Sudamerica, dove in Brasile ebbero modo di lavorare anche con Roberto Carlos, in Giappone, in Corea, a New York,e in tutta l’Europa - una professionista che ha venduto milioni di dischi, che ha interpretato pezzi straordinari . La sua bravura si è vista soprattutto dal vivo, i teatri erano sempre esauriti perché lei quando aveva il rapporto diretto con il pubblico era davvero “la Pantera”, con una voce meravigliosa e una capacità di recitazione che ti faceva entrare dentro le canzoni». Vinciguerra e Milva si sono trovati a condividere anche momenti umanamente drammatici come quello , durante una tournée a Tokyo senza la possibilità di poter rientrare subito in Italia , quando li raggiunse la notizia della drammatica morte di Mario Piave, cui la cantante aveva avuto una relazione sentimentale. Nel ricordare oggi la regina “rossa” della canzone italiana il musicista livornese ha solo un rimpianto: quello di non aver potuto realizzare insieme il disco “Cinema”, «una raccolta di canzoni che rende omaggio ai grandi miti del grande schermo come Fellini, un progetto che a Milva piaceva tantissimo, ma per cui non si è trovato un produttore». Anche Claudio Barontini, mandando gli auguri alla cantante, ricorda con emozione gli anni in cui, come bassista dei Milvi accompagnò le sue esibizioni «non scorderò mai la prima volta in cui la incontrai , al Lido di Venezia nel 1973. Facevamo le prove per lo spettacolo della sera e lei iniziò a cantare: una voce incredibile, come non ne avevo mai sentite, da brividi, quasi copriva gli strumenti. Io , cappellone come si usava in quegli anni, mi “rimisi subito in riga” per essere alla sua altezza». «Aveva atteggiamenti un po’ da diva -aggiunge l’ex bassista diventato fotografo dello spettacolo anche grazie all’aiuto di Milva- ma in realtà era una donna e un’artista molto corretta, durante la tournée a New York nel 1977, quando ci esibimmo al Madison Square Garden, ci invitava a giocare a carte nella sua suite, e più di una volta ci ha offerto la cena andando oltre gli accordi del contratto». —

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