Morto sulla via Pisana, l’urlo disperato del figlio: «Mio padre lo diceva: qui ci scappa la tragedia...»
Fra i residenti la rabbia per un incidente “annunciato”: negli ultimi decenni questa strada ha già pagato un pesante tributo di sangue e di vittime
LUCCA. «Mio padre lo diceva sempre: finché non ci scappa il morto non faranno niente per sistemare questa strada. Peccato che ora il morto sia proprio lui». Le parole escono a fatica, spezzate dal pianto e dalla disperazione. Ma insieme al dolore c'è anche la rabbia. Quella di uno dei figli di Fabio Maltese, che ha appena perso il padre. «In un attimo hanno rovinato una famiglia», continua a ripetere nel pianto.
La sua disperazione è quella di un membro di una comunità che da anni denuncia i pericoli della via Pisana. Una richiesta di aiuto purtroppo disattesa.
Le testimonianze
Poco dopo la tragedia, davanti ai segni lasciati sull'asfalto, si moltiplicano le testimonianze di chi vive lungo la via Pisana. Racconti che hanno tutti un denominatore comune: la velocità. «Qui è un continuo sfrecciare di auto e moto – raccontano alcuni residenti –. Servirebbero attraversamenti rialzati, dossi o altri sistemi per rallentare il traffico. Ci fanno le “volate” a tutte le ore del giorno». Un problema che riguarda soprattutto chi abita lungo la strada e ogni giorno deve attraversarla, uscire da una traversa o immettersi nel flusso di traffico. «Per passare da una parte all'altra bisogna stare in orecchio. Guardare spesso non basta. Arrivano talmente veloci che quando li vedi sono già addosso».
Dove siamo
La via Pisana, conosciuta da molti come via Vecchia Pisana, rappresenta da secoli il collegamento storico tra Lucca e Pisa lungo la sponda sinistra del Serchio. Parte dalla zona di Porta Sant'Anna e attraversa quartieri e frazioni come Sant'Angelo, Montuolo e Cerasomma, fino ai confini con la provincia di Pisa. Una strada fondamentale per la mobilità locale ma che, proprio per la sua conformazione e per l'intenso traffico che la percorre quotidianamente, continua a essere al centro di polemiche e richieste di intervento.
I precedenti
Le criticità denunciate negli anni sono sempre le stesse: velocità elevate, attraversamenti insufficienti, illuminazione non sempre adeguata, fondo stradale in alcuni tratti deteriorato e numerose strade laterali che si immettono direttamente sull'arteria principale. Problemi segnalati più volte dai residenti e già finiti al centro di petizioni e proteste. Del resto la via Pisana conserva una lunga e dolorosa scia di incidenti mortali. Nel novembre del 2010 persero la vita i sedicenni Federica Campisi e Andrea Bartoli, travolti da un'auto mentre camminavano lungo la carreggiata nella zona di Sant'Angelo. Una tragedia che portò alla raccolta di oltre 6.500 firme per chiedere interventi di messa in sicurezza della strada.
Otto anni dopo, nel 2018, un'altra vittima: Maria Luisa Santi, 85 anni, investita mentre attraversava la strada per raggiungere l'abitazione di un'amica che viveva sul lato opposto della carreggiata. Da allora qualcosa è stato fatto sul fronte della segnaletica e della sicurezza, ma per molti residenti non abbastanza. E oggi, dopo l'ennesima tragedia, si torna a discutere della sua sicurezza. Ma per la famiglia Maltese è già tardi.
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