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Internazionali, tutti in coda per Jannik Sinner: sfilata di vip da Bocelli a Fiorello. E spunta la super tifosa di 100 anni

di Francesca Ferri

	Sinner con Andrea Bocelli e con Myriam Sylla (foto SeS)
Sinner con Andrea Bocelli e con Myriam Sylla (foto SeS)

Nel giorno del debutto, l’impianto romano è invaso da una marea umana trainata da un’unica corrente: il fuoriclasse azzurro

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ROMA. L’allenamento al campo 5 è già iniziato quando una presenza, a bordo campo, riesce a distogliere per un attimo Jannik Sinner dal dovere. Il campione ferma tutto, scavalca con un saltello la recinzione, afferra l’asciugamano per asciugarsi il sudore e si avvicina. Ad aspettarlo c’è Andrea Bocelli.

Il tenore toscano, star mondiale, non è l’unico ad essere arrivato al Foro Italico per il campione. Proprio no. Nel giorno del debutto di Sinner, l’impianto romano è invaso da una marea umana trainata da un’unica corrente: il fuoriclasse e il suo debutto, alle 19, a questi Internazionali BNL d’Italia, contro l’austriaco Sebastian Ofner.

Ad acclamarlo, in una Roma completamente congestionata dalla concomitante partita Lazio-Inter, proprio qui a un passo, è venuto tutto il suo “popolo”: giocatori, famiglie, bambini, ragazzi, anziani, star dello spettacolo, colleghi del mondo dello sport, politici.

Andrea Bocelli

Il tenore toscano è tra i pochissimi fortunati a poter avvicinare Sinner, a salutarlo da vicino. A Roma per il concerto “Luci d’Europa”, in occasione della Giornata dell’Europa, non ha resistito a fare una capatina al Foro nel pomeriggio, mentre il campione si stava allenando.

«Non so quando devi andar via», gli chiede Sinner, timoroso di trattenerlo dai suoi impegni e visibilmente emozionato. «Sono solo venuto a salutarti. Poi forse domani ritorno», gli dice Bocelli. «A che ore ce l’hai (il concerto)?». «Alle 9». «Ah, dove?». «Al Colosseo». «Bello. Bello, bello». «Ma cosa c’hai nella racchetta per tirare delle botte in quel modo?». «È solo la racchetta, non sono io...». Dialogo tra due fuoriclasse.

Tajani, Fiorello e gli altri

E mentre Bocelli guadagna il palcoscenico del Colosseo, nell’anfiteatro internazionale del tennis l’imperatore Sinner si guadagna gli sguardi dei 12.500 del Centrale (tutto esaurito), compresi quelli del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente della Camera Lorenzo Fontana, del vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, e di tante altre personalità della politica, dello spettacolo, dello sport. Ci sono Fiorello, Marco Tardelli, la gloria della ginnastica artistica, Jury Chechi, arrivato nel pomeriggio con la pallavolista Myriam Sylla e l’ex calciatore Claudio Marchisio. E, ancora, Diego Nepi Molineris e Marco Mezzaroma, rispettivamente ad e presidente di “Sport e salute”.

L’applauso dei genitori

Tra tanti vip, silenziosi e discreti, anche i genitori di Sinner, papà Hanspeter e mamma Siglinde. La signora Sinner, l’anno scorso, proprio qui a Roma non riuscì a trattenere l’emozione e lasciò il campo prima della fine. Stavolta è riuscita a tenere duro e, alla fine, ad applaudire il suo Jannik all’ultimo colpo vincente, mentre papà Hanspeter, oltre all’applauso, si è fatto anche il segno della croce.

Maria Carla, 100 anni

Tra bambini e ragazzini, con i loro striscioni, le magliette arancioni e i cori che hanno fatto un po’ penare l’arbitro, c’era anche una fan speciale, che pochi campioni possono vantare di avere: Maria Carla Rivano, per gli amici “Mariuccia”, arrivata con il marito, 100 anni.

Sì, proprio cento, essendo nata nel 1926, e ancora con la racchetta in mano. Ma anche la tavola da surf sotto i piedi, la mazza da golf e tantissima simpatia. «Non potevo mancare: gioco a tennis dal 1970», racconta, mentre, poco prima dell’inizio della partita, dà un’occhiata alla lunga fila per accedere al campo. «No, signora Maria Carla, lei ha la “priority”, non deve fare la fila», le spiegano. Genovese di origine, ma a Roma da tanti anni, racconta di aver iniziato a giocare a tennis già da adulta, «perché mio figlio, che è del 1962, faceva il corso propedeutico al Tennis Club Gianicolo insieme alla sorellina di Panatta. Non potevo perdermi Sinner per niente al mondo». Per lei e per tutti i 12.500 del Centrale, da ieri sera, una nuova fotografia da mettere nell’album dei ricordi, quella dell’inizio della scalata di Sinner agli Internazionali BNL d’Italia. Verso la vetta del sesto Master 1000 consecutivo.

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