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Latte Maremma, si va all’asta: via libera al concordato – Chi sono i due possibili acquirenti

di Massimiliano Frascino

	L’interno dello stabilimento Latte Maremma in via Scansanese (foto d’archivio Agenzia Bf)
L’interno dello stabilimento Latte Maremma in via Scansanese (foto d’archivio Agenzia Bf)

Il giudice ha omologato la proposta di concordato semplificato per la storica azienda. Per il miglior ristoro dei creditori, ora si procederà alla vendita al miglior offerente

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GROSSETO. La Latte Maremma sarà venduta al miglior prezzo possibile grazie a una procedura concorsuale. Lo ha stabilito il Tribunale di Grosseto nella seduta d’inizio febbraio, nel corso della quale è stata omologata la proposta di "concordato semplificato" avanzata dalla storica azienda di trasformazione del latte vaccino prodotto nelle stalle maremmane. La proposta era arrivata a seguito della presa d’atto dell’impossibilità di giungere a una "composizione negoziata della crisi" e quindi al risanamento dell’azienda, secondo quanto prevede il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza (Ccii). Procedura che era iniziata nell’ottobre 2024, con la richiesta delle misure protettive ex articoli 18 e 19 del Codice, che avevano sospeso eventuali azioni di rivalsa dei creditori nelle more della valutazione della possibile composizione negoziata.

A prendere la decisione, peraltro attesa come il Tirreno aveva anticipato nel gennaio di quest’anno, è stato il collegio giudicante composto dalla giudice Claudia Frosini (presidente), e dai giudici Valerio Medaglia e Amedeo Russo. Con la sentenza di omologa del concordato semplificato la dottoressa Claudia Frosini è stata confermata giudice delegata alla procedura, e il dottor Alberto Marchi è stato nominato liquidatore giudiziale per gestire la vendita di beni, macchinari e marchi della Latte Maremma. Dando corso alla gara per l’acquisizione dell’azienda nel suo complesso o di alcuni suoi rami, partendo dalla "offerta irrevocabile di acquisto" a suo tempo depositata dalla società Granarolo, successiva alla manifestazione d’interesse all’acquisizione avanzata dalla società laziale Fattoria Ariete Latte Sano nel corso del tentativo di composizione negoziata della crisi da parte della società reggiana Granarolo. Da nominare è anche il "comitato dei creditori", composto da tre a cinque membri.

La procedura competitiva ha l’obiettivo di massimizzare gli introiti dalla vendita dei vari cespiti e degli attivi aziendali, in modo da garantire la più alta liquidazione possibile ai creditori chirografari. Secondo le valutazioni contenute nell’istanza di omologa, l’attivo concordatario ammonterebbe a circa 16 milioni di euro, mentre il passivo sarebbe intorno ai 20 milioni. Con un’ipotesi che vedrebbe il soddisfacimento dei creditori chirografari (non assistiti da ipoteche o altri "privilegi") al 42,97 per cento, e ovviamente di quelli privilegiati al 100 per cento. Naturalmente, l’esito finale dipenderà da quanto si riuscirà a incassare.

A contendersi la Latte Maremma saranno con ogni probabilità Fattoria Ariete Latte Sano e il Gruppo Granarolo, le cui offerte hanno entrambe un valore di 3,3 milioni di euro, ma con un’articolazione differente in base a condizioni diverse. A questo punto entreranno in gioco i "rilanci" con l’esplicitazione di eventuali nuove caratteristiche delle offerte, sulla base delle quali il giudice deciderà a chi vendere. Con la previsione della chiusura della procedura entro 18-24 mesi. Tenuto conto che il ceto creditorio è composto da circa 300 aziende. Il piano di liquidazione della Latte Maremma prevede la cessione degli immobili non strategici il cui ricavato, non vincolato da principi di sussidiarietà ex articolo 2776 del codice civile, sarà destinato al pagamento dei creditori chirografari.

La cessione degli immobili in cui è collocato lo stabilimento aziendale, quella del ramo d’azienda (già concesso in affitto, a Granarolo, con contratto del 22 marzo 2024) per il pagamento delle spese di giustizia e della prededuzione, poi al privilegio mobiliare e, per il residuo, alla soddisfazione dei crediti chirografari. Il proseguimento dell’attività di riscossione dei crediti nei confronti di clienti, ex soci e dell’erario, e la liquidazione dei beni di magazzino, andranno per il pagamento delle spese di giustizia e della prededuzione, poi al privilegio mobiliare, se non altrimenti già soddisfatto e, per il residuo, alla soddisfazione dei crediti chirografari. Infine il piano prevede la cessione in blocco unitamente all’azienda dei crediti verso i soci, conseguenti al conguaglio negativo sorto a loro carico a seguito dell’approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre 2023 e al 31 dicembre 2024.

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