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Italia fuori dai Mondiali, il ministro Abodi tuona contro i vertici della Federazione: i possibili scenari

di Redazione web

	Andrea Abodi, ministro per lo Sport, e Gabriele Gravina, presidente della Figc
Andrea Abodi, ministro per lo Sport, e Gabriele Gravina, presidente della Figc

Il ministro per lo Sport e i Giovani è intervenuto a margine del Premio Città dei Giovani 2026

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ROMA. «Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l'impegno che hanno dimostrato anche ieri sera (martedì 31 marzo), ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc». Non usa mezze parole il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenuto il giorno dopo la sconfitta ai calci di rigore degli azzurri in Bosnia, a margine del Premio Città dei Giovani 2026. 

E’ il terzo Mondiale consecutivo a cui la Nazionale italiana non parteciperà. «Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D'altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un'intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l'emozione di veder giocare la Nazionale in un Mondiale di calcio».

Per domani (2 aprile) il presidente della Figc Gravina ha convocato una riunione delle componenti Serie A, Serie B, Serie C, Lnd, Asso Allenatore e Calciatori

Sulle possibili dimissioni di Gravina

Dopo le parole di Abodi, il primo pensiero va a un possibile addio di Gravina che nel post partita, però non si è dimesso. «Dimissioni Gravina? Mi aspetto una risposta più centrata della Federcalcio – prosegue il ministro -. A partire dal presidente Abete dopo i Mondiali del 2014 ci furono sussulti di dignità, il compianto Tavecchio fece la stessa cosa dopo il playoff con la Svezia e si dimise. Potrei essere costretto a prendere decisioni con il Parlamento che avrei preferito lasciare a loro». 

Uno dei nomi spuntati nelle prime ore è Giovanni Malagò, presidente del Coni dal 2013 al 2025. - «Malagò commissario? Penso che il tempo dei nomi deve ancora venire e deve essere valutata tutta la storia degli ultimi 20 anni, che ci lascia molte esperienze negative. Quello che dobbiamo fare è non sbagliare nuovamente o far finta che non sia successo niente».

Rischio commissariamento Figc

Un’altra ipotesi può essere quella del Commissariamento della Figc. «Commissariamento Figc? Parlando con Buonfiglio ho rinnovato l'invito a valutare tutte le forme tecniche compatibili perché potrebbero esserci tutti i presupposti».

Infine, un passaggio sul rapporto tra calcio e politica in questo momento. «Parlato con Meloni? L'attenzione governativa, nel rispetto del ruolo, è massima. C'è sintonia piena con il presidente del Consiglio ma anche all'interno della maggioranza. Sono convinto che ci sia anche all'interno del Parlamento, che sullo sport ha saputo trovare delle convergenze».

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