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Il più forte di sempre? Banchero e i numeri che cambiano l’Italia del basket

di Alessandro Lazzerini
Paolo Banchero è nato a Seattle nel 2002, il padre Mario ha origini liguri
Paolo Banchero è nato a Seattle nel 2002, il padre Mario ha origini liguri

Un italiano che domina nella Nba: 20 punti di media al suo primo anno Forti, Banchi e Mario Boni d’accordo: «Con lui la Nazionale è da medaglia iridata»

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Con Paolo Banchero anche noi ci sediamo al tavolo dei grandi. La Nba, pianeta riservato agli alieni dal talento innaturale o dagli europei baciati dagli Dei del basket, per noi italiani è sempre stato distante come la Luna: lo guardavamo, sapendo che mai avremmo visto un nostri ragazzo dettare legge su quel pianeta. Gallinari, Bargnani, Belinelli ci hanno regalato raggi di sole ma Paolo Banchero è decisamente un’altra cosa. Raramente un rookie ha avuto un impatto del genere nel torneo più importante del mondo, tanto da farci sognare, dovesse accettare di giocare in nazionale, un posto sul podio mondiale, almeno. Intanto la domanda sorge spontanea: è già il miglior cestista italiano di tutti i tempi? Abbiamo rivolto la domanda ad alcuni grandi personaggi del nostro basket.


Basta un niente. Un accenno all’Italia, alla maglia azzurra e alla sua voglia di giocare con la nostra Nazionale. Spesso occorre solo una semplice frase per mandare in estasi il popolo di appassionati della palla spicchi nel Bel Paese. Tutti pazzi per Paolo Banchero. Che riesce, come pochi altri, ad unire l’Italia ogni volta che rilascia una dichiarazione pubblica o mette a referto una super prestazione. Tutti lo sognano in azzurro, tutti lo vogliono al fianco di Melli e compagni nelle prossime rassegne internazionali. Il motivo è molto semplice. La prima scelta dell’ultimo draft Nba sta viaggiando a cifre incredibili al suo primo anno nel massimo campionato mondiale con la maglia degli Orlando Magic. Oltre venti punti di media, conditi con sei rimbalzi e quattro assist ogni volta che si allaccia le scarpe. Numeri di livello assoluto per un qualsiasi giocatore, figuriamoci per uno che ha solo vent’anni e margini di crescita incredibili.

In un inizio di stagione che lo issa già tra i più grandi talenti di sempre a disposizione della Nazionale azzurra, o addirittura al primo posto, come secondo Andrea Forti.

«Credo che un impatto così in Nba non lo abbia mai avuto nessuno, anche se fare un paragone è sempre difficile – esordisce l’ex giocatore, tra le altre, di Libertas e Pistoia e oggi procuratore – Non me lo aspettavo così dominante, mi ha colpito la sua varietà di colpi e le tante cose che sa fare in campo. Può diventare un giocatore davvero importante». La domanda che sorge spontanea è quale impatto potrebbe avere un talento del genere inserito nel gruppo azzurro che tanto bene ha fatto agli ultimi Europei.

«L’ultima manifestazione ci ha insegnato che avere i giocatori Nba non vuole dire vincere in automatico – prosegue Forti -– secondo mearebbe la ciliegina sulla torta su un movimento come quello italiano che non è per niente male e questo va ricordato.

Sarà importante infatti la crescita anche di tutti gli altri giocatori e dei giovani che dovranno dare il ricambio, perché pensare che Banchero possa venire vestito da Superman e vincere da solo sarebbe sbagliato».

La curiosità di vedere il numero 5 dei Magic nel contesto del basket europeo è tanta, e stuzzica anche Tommaso Fantoni, uno che la maglia azzurra l’ha vestita 37 volte ed oggi è il simbolo della Libertas in Serie B. «Immaginarlo con subito con l’impatto di Antetokounmpo sarebbe sbagliato, però abbiamo visto come ultimamente il difetto della Nazionale sia stato in termini di fisicità. In questo lui può farci fare il salto di qualità, perché secondo me è molto adatto allo stile di gioco di Pozzecco. Sarei veramente curioso di vederlo in una Nazionale che a quel punto diventerebbe un outsider temibile a livello internazionale. Se è il più forte italiano? Alla sua età nessuno era come lui. Attacca spalle e fronte a canestro con una facilità incredibile e le potenzialità per diventare una stella ci sono tutte».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche uno degli allenatori italiani più stimati in Italia e anche all’estero come Luca Banchi, oggi tecnico della Lettonia e dello Strasburgo.

«Può diventare una stella, ha una qualità enorme – spiega il coach grossetano – sSe è il più forte italiano? Non credo sia giusto fare paragoni perché ha una formazione che non c’entra niente con gli altri.

E’ un giocatore statunitense a tutti gli effetti dal punto di vista tecnico. I numeri, ad esempio, sono gli stessi del primo anno di Bargnani e quindi questo deve farci guardare con ancora più orgoglio a cosa hanno fatto il Mago, Belinelli e Gallinari in Nba».

Anche l’ex tecnico dell’Olimpia Milano, però, è sicuro sul suo impatto micidiale se dovesse vestire la maglia azzurra. «Ci porterebbe ad essere una squadra da medaglia. Gioca in un ruolo che ci è mancato molto negli ultimi anni e sia dal punto di vista fisico che atletico ci farebbe fare il salto di qualità. Tutto questo ricordandoci che l’adattamento al basket Fiba non è scontato, ci sono organizzazioni di gioco, soprattutto difensive, molto diverse a quelle a cui è abituato». L’idea di vederlo all’interno di un contesto diverso trova d’accordo anche un altro nome altisonante della pallacanestro italiana come Mario Boni.

«E’ molto forte, sicuramente, ma mi piacerebbe vederlo in un contesto diverso, come può essere una competizione internazionale – commenta uno dei simboli della Montecatini cestistica – ha un talento straordinario e per questo penso che collocarlo in un sistema di squadra non sia troppo difficile. Ha potenzialità infinite e può aiutare una Nazionale che secondo me già in questi anni meritava di più. Troppe volte gli infortuni, soprattutto quelli di Gallinari, ci hanno impedito di andare più avanti.

Forte come Banchero nessuno? Ricordo che Bargnani è veramente di un giocatore fantastico e va considerato che certi numeri li sta facendo in una squadra debole. Si vede che è cresciuto in un mondo diverso, settato nella mentalità del college e quindi magari più pronto all’ambiente Nba».

C'è chi lo vede al livello del Mago ai tempi dei Raptors e chi invece lo avvicina alle qualità del Gallo, come coach Walter De Raffaele, due volte campione d’Italia a Venezia dove ormai il coach livornese è un’istituzione.

«E’ paragonabile a Danilo a quell’età. E’ uno dei più forti di sempre, senza dubbio.

A livello di potenzialità sembrerebbe poter diventare ancora più dominante».

E poi l’immaginazione di vederlo in Nazionale, resa possibile anche da quel tricolore che appare ogni volta che si cerca il suo profilo su Instagram, cercando di capire quanto potrebbe crescere il gruppo azzurro con il suo inserimento. «Tutte le nazioni sono migliorate e la qualità delle squadre è aumentata. Se giocasse per l’Italia rappresenterebbe un’operazione importante anche a livello mediatico, per il movimento, oltre che tecnico.

Che impatto avrebbe? Va contestualizzato. Ci sarà bisogno di un adattamento e va inserito in un sistema diverso, perché vincere da solo è difficile. Detto questo, poi il talento è talento e lui ne ha da vendere».


 

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