Il Tirreno

Prato

L’inchiesta

Prato, truffe con falsi incidenti stradali: rinviate a giudizio 22 persone

di Paolo Nencioni

	L'inchiesta
L'inchiesta

Tra gli imputati un medico, un avvocato e il titolare di una carrozzeria

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Per “fabbricare” falsi incidenti stradali, che poi servono a truffare le compagnie assicurative, servono un’autocarrozzeria compiacente, un’agenzia pratiche senza scrupoli e possibilmente anche un medico che non si faccia troppi problemi a firmare certificati. Tutti ingredienti che, secondo la Procura di Prato, erano presenti nel gruppo di 22 persone che sono state rinviate a giudizio con le accuse di associazione a delinquere (i tre principali imputati), frode assicurativa e false certificazioni mediche.

L’indagine

Una di quelle vicende che contribuiscono a spiegare come mai a Prato il costo delle polizze Rc Auto sia inferiore solo a quello di Napoli.

L’indagine è stata condotta dal sostituto procuratore Laura Canovai, che l’ha chiusa ottenendo il rinvio a giudizio dei 22 prima di essere trasferita a Firenze, dove ora è procuratore aggiunto.

Al vertice della presunta associazione a delinquere, in attesa del vaglio del Tribunale, sarebbero stati in tre: Rita Ines Ciulli, in qualità di socia accomandataria dell’agenzia di pratiche Mistral con sede in via Franceschini e di socia accomandataria della Fisiotec sas di Sesto Fiorentino (un centro di fisioterapia e riabilitazione); l’avvocato Luciano Barni, in qualità di socio accomandante della medesima agenzia; il medico fiorentino Stefano Soldani.

Secondo la Procura, Ciulli e Barni, sarebbero i promotori della presunta associazione a delinquere. Sono accusati di aver predisposto i falsi incidenti, di aver organizzato le visite mediche e le successive cure presso istituti di loro fiducia, tra cui la Fisiotec di Sesto Fiorentino, di aver indirizzato indirizzavano gli autori delle richieste risarcitorie presso carrozzerie di loro fiducia per poi richiedere alle compagnie di assicurazione risarcimenti per danni materiali più elevati rispetto ai costi effettivamente sostenuti e per danni fisici inesistenti o, comunque, per lesioni o malattie più gravi rispetto a quelle effettivamente subite dagli infortunati, al fine di ottenere il risarcimento.

Una di queste autocarrozzerie, sempre secondo la Procura, è l’Autocarrozzeria Moderna di via Danubio, il cui legale rappresentante, Francesco Gesualdi, risulta tra gli imputati nel processo.

Gli incidenti stradali sospetti risalgono quasi tutti al 2021, la compagnia che si presume truffata è la UnipolSai e sono stati gli accertamenti della polizia municipale a far emergere le incongruenze che poi hanno fatto scattare l’indagine.

Gli altri 18 indagati nel procedimento penale sono sostanzialmente i conducenti delle auto che si sarebbero prestati a ingigantire i danni alle vetture e i danni alle persone per riscuotere un risarcimento più alto.

Si tratta di Hu Quei, Chen Qiaoxian, Giampietro Morra, Carlo Boglia, Alberto Paolino, Wang Yidu, Annunziata Petrullo, Zhou Zifen, Fortunata Pititto, Fabio Di Nuzzo, Mirko Guidi, Munevera Salkanovic, Fabio Vannini, Andrea Vannini, Wya Jean Gustave Mbeunda, Aubiege Michele Lele Kamgang, Mariangela Bardazzi e Laura Bardazzi.

Il processo è iniziato nei giorni scorsi ed è stato subito rinviato a novembre per l’astensione degli avvocati. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
L’intervista

Tommaso Mazzanti ora punta sul gelato… e non solo – «Apro due locali a Forte dei Marmi, vi spiego perché»

di Gabriele Buffoni
Speciale Scuola 2030