La Procura di Prato ha aperto un’inchiesta sul “terreno dalle uova d’oro”
L’appezzamento di Iolo, pagato 280mila euro, ora vale tra i 7 e i 10 milioni
PRATO. La Procura ha aperto un’inchiesta sul “terreno dalle uova d’oro”, il lotto di circa tre ettari tra via Ghisleri e via Paronese acquistato tra il 2016 e il 2018 dalla società “In Fashion Prato srl” per 280mila euro e che ora vale tra i 7 e i 10 milioni di euro perché nel frattempo il Piano strutturale del Comune di Prato ne ha cambiato la destinazione d’uso da rurale a edificabile.
La storia l’abbiamo raccontata qualche giorno fa, ricostruendo le fasi di un affare che è stato molto lucroso per Hu Sina, l’immobiliarista cinese amministratore della “In Fashion” che nel 2016 ne comprò tre quarti, e per il giovane Chen Shuwen che due anni dopo, essendo subentrato a Hu come amministratore della stessa società, ne comprò l’ultimo pezzo. A vendere fu la famiglia Melani, per un totale di circa 280.000 euro, valore considerato congruo all’epoca perché si trattava di un campo tra il Macrolotto di Iolo, fitto di pronto moda cinesi, e l’autostrada Firenze-Mare che ricadeva nel perimetro del Parco agricolo della Piana, e dunque non edificabile. Con l’approvazione del nuovo Piano strutturale nell’autunno del 2024, però, è cambiato tutto. L’indicazione del Piano è che su una parte di quei terreni, circa un ettaro, si potrà costruire e dunque il valore è schizzato alle stelle perché un terreno edificabile in quella zona va via come il pane a causa della fortissima domanda di spazi che arriva dagli imprenditori cinesi, ansiosi di allargare quella enorme “vetrina” costituita dal Macrolotto di Iolo, dove sono concentrati gli show room dei pronto moda alimentati dal lavoro oscuro, e spesso irregolare, delle confezioni sparse in tutta la città.
L’indicazione del Piano strutturale è chiara, ma perché il terreno diventi effettivamente edificabile servirà l’approvazione del Piano operativo, che al momento è bloccato dopo la caduta della giunta Bugetti, travolta dall’inchiesta giudiziaria per corruzione a favore dell’imprenditore Riccardo Matteini Bresci che ancora non è chiusa, e in attesa di nuove elezioni e di una nuova giunta.
Il procuratore Luca Tescaroli però vuole vederci chiaro e ha aperto un fascicolo, verosimilmente contro ignoti, di cui al momento non è dato sapere le ipotesi di reato. Fino a prova contraria si è trattato di una normale operazione immobiliare, ma evidentemente la Procura vuole capire se l’immobiliarista cinese sia stato particolarmente abile, oppure fortunato, oppure abbia saputo in anticipo che quel terreno sarebbe diventato, appunto, un “terreno dalle uova d’oro”. Perché evidentemente chi lo ha comprato non lo ha fatto per piantarci patate ma per piantarci capannoni, quando si fossero realizzate le condizioni giuste.
Negli stessi anni in cui acquistava per meno di 300mila euro il terreno al Macrolotto di Iolo, Hu Sina ha comprato anche l’ex fabbrica Lucchesi in piazza Macelli, pagandola molto di più, un milione e mezzo di euro. Se e quando il Comune riuscirà a realizzare il vagheggiato Parco centrale al posto del vecchio ospedale Misericordia e Dolce, potrebbe aver bisogno di quello spazio e a quel punto potrebbe proporre al proprietario cinese uno scambio: la cessione dell’ex Lucchesi in cambio del permesso di costruire altrove, col meccanismo della perequazione. Ed è facile immaginare su quale terreno chiederà di costruire l’immobiliarista.
