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Prato, il terreno dalle uova d’oro: si allarga il Macrolotto di Iolo

di Paolo Nencioni

	Il terreno che è aumentato di valore al Macrolotto di Iolo
Il terreno che è aumentato di valore al Macrolotto di Iolo

Un lotto pagato 280mila euro da un immobiliarista cinese tra il 2016 e il 2018 ora vale almeno 7 milioni grazie al cambio di destinazione d’uso

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PRATO. Un abile immobiliarista cinese ha scommesso e ha vinto, acquistando per meno di 300mila euro un terreno al Macrolotto di Iolo che un tempo era classificato come rurale e che ora si avvia a diventare edificabile. E il cui valore viene prudenzialmente stimato in almeno 7 milioni di euro.

La scommessa

La storia inizia dieci anni fa, nel 2016, quando la famiglia Melani, proprietaria di tre lotti di terreno delimitati da via Ghisleri e via Paronese, tra i pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo e l’autostrada Firenze-Mare, decide di venderli per 218mila euro a Hu Sina, un cinese di 34 anni residente a Milano che agisce come amministratore unico della società “In Fashion Prato srl” con sede in via dei Fossi. Sono circa tre ettari di terreno potenzialmente molto pregiati perché, in caso di cambio di destinazione d’uso, sono la naturale prosecuzione del Macrolotto di Iolo fino all’autostrada, con la possibilità di costruire capannoni da affittare a caro prezzo agli imprenditori cinesi sempre affamati di spazi nella zona che è diventata il cuore degli show room dell’abbigliamento. Nel 2016 Hu Sina compra tre quarti della proprietà e l’anno dopo, sempre come amministratore della “In Fashion Prato”, sborsa un milione e mezzo di euro per accaparrarsi un gioiello dell’archeologia industriale di Prato, l’ex fabbrica Lucchesi tra piazza Macelli e il vecchio ospedale, 3.400 metri quadrati anche questi potenzialmente molto lucrosi, quando vedrà la luce il nuovo Parco centrale. Eventualmente da usare come merce di scambio col Comune per costruire altrove. All’appello manca ancora l’ultimo quarto dei terreni al Macrolotto di Iolo, che viene acquistato per 72mila euro nel 2018, ma stavolta da Chen Shuwen, cinese di 26 anni che è subentrato a Hu Sina come amministratore unico della “In Fashion” e tratta con l’amministratrice di sostegno di un membro della famiglia Melani. Anche questa è una scommessa, perché all’epoca su quel terreno non si può costruire, ma il tempo passa e arriva il nuovo piano strutturale, approvato nell’autunno del 2024, che dà il via libera al cambio di destinazione d’uso per i terreni di Iolo: l’area interessata è di 70.000 metri quadrati e su una parte di questi, 10.000 mq, cioè un ettaro, si potrà costruire. Una stima prudenziale li valuta almeno 7 milioni di euro e questo è il premio della scommessa.

La stima

A questo valore si arriva guardando a un importante precedente. Nel 2017 l’immobiliarista Sauro Bigagli acquistò dal Comune per 32 milioni di euro un terreno di 46.000 metri quadri accanto al campo di rugby di Iolo, dove poi ha costruito capannoni da affittare agli imprenditori cinesi. All’epoca lo pagò dunque 695 euro al metro quadro, ma nel frattempo i prezzi sono aumentati. E non è escluso che adesso quell’ettaro di terreno edificabile tra via Ghisleri e via Paronese possa valere fino a 10 milioni di euro.

Gli investitori

La “In Fashion Prato srl”, attiva dal 2015, ora ha cambiato sede (è in via del Carmine) e amministratore unico (ora è Song Liping) . Hu Sina ne detiene il 2,5%, la Max Maglia srl il 10%, stessa quota posseduta da Ren Yinmin, ma il controllo è nelle mani della Abertis Equiter srl, una società attiva dal 2013 con sede a Milano e amministratore unico Lorenzo Mastrella. A sua volta, la Abertis è controllata da una fiduciaria che si chiama Fidicontrol e che scherma i reali proprietari delle quote. Una parte minoritaria delle quote è in pancia alla Invest Domina srl amministrata da Yang Xiaoye Anny e alla Fiducia Immobiliare srl amministrata da Luca Carabelli.

Si diceva di una scommessa vinta, quella fatta nel 2016 da Hu Sina quando ha iniziato a comprare i terreni accanto al Macrolotto di Iolo, ma per chiudere il cerchio servirà l’approvazione del Piano operativo del Comune, ora bloccato dopo la caduta della giunta di Ilaria Bugetti. Intanto nella scheda del Piano strutturale sui terreni di via Ghisleri si parla della volontà di realizzare un nuovo insediamento produttivo. L’area da un punto di vista urbanistico ricadeva nel Parco agricolo della Piana, ma poi è stata esclusa dal perimetro, dunque ci si potrà costruire, a patto di schermare i capannoni con un po’ di alberi e di non far vedere i locali tecnici e i materiali per la produzione dall’autostrada. Una foglia di fico che non sarà difficile da realizzare.

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