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L’ipotesi di Biffoni candidato sindaco di Prato non è ancora tramontata

di Paolo Nencioni

	Matteo Biffoni, consigliere regionale del Partito democratico
Matteo Biffoni, consigliere regionale del Partito democratico

Gli scenari: l’ex assessore Enrico Giardi potrebbe essere un segretario “traghettatore” per il Pd

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PRATO. Matteo Biffoni candidato sindaco per il centrosinistra ed Enrico Giardi segretario “traghettatore” del Partito democratico fino al congresso. Potrebbe essere questo l’esito del dibattito interno che da mesi agita i Dem, da quando è caduta la giunta Bugetti e ci si è chiesti come fare a riconquistare il Comune dopo il tonfo.

Ovviamente è solo un’ipotesi, che diventerà realtà solo al verificarsi di determinate condizioni. La prima, abbastanza verosimile, è che le due anime del partito (area Schlein maggioritaria e riformisti minoritari) non riescano a mettersi d’accordo per trovare una strada comune. Attualmente, a prescindere dalle parole e dagli atteggiamenti di facciata, queste due anime vivono da separate in casa. Non si parlano, o quasi. Ma per eleggere un segretario che prenda il posto del dimissionario Marco Biagioni bisognerà trovare una figura che abbia la capacità di tenere insieme i cocci almeno fino alle elezioni amministrative. Ecco perché l’ex assessore Giardi, che è vicino alla maggioranza ma non ha mai assunto posizioni intransigenti, potrebbe essere il “traghettatore”. La prima settimana di febbraio dovrebbe essere decisiva in questo senso, perché le elezioni si avvicinano e il Pd ha bisogno di un segretario provinciale.

A questo punto si aprirà la questione della candidatura a sindaco. Da mesi ormai Matteo Biffoni, ora presidente della Commissione salute in Regione, ha ripetuto in maniera esplicita ai cronisti che non intende ricandidarsi per un terzo mandato. Ma nel caso (probabile? possibile?) che le due anime non trovino una figura capace di unire anziché dividere, sarebbe forte la tentazione di chiedere all’ex sindaco di togliere le castagne dal fuoco. E bisognerà vedere che cosa Biffoni risponderà.

C’è uno scenario suggestivo e alternativo a questa ipotesi: il ruolo del presidente della Regione Eugenio Giani, che potrebbe spingere per una candidatura della sua fedelissima Cristina Manetti, ora assessora regionale alla Cultura. Se Giani decidesse di consigliare o imporre Cristina Manetti come candidata sindaca, potrebbe offrire in cambio a Biffoni l’ingresso nella sua squadra di assessori, al primo rimpasto utile dopo le vacanze estive. Gli assessorati più pesanti, quelli a cui avrebbe potuto ambire l’ex sindaco dall’alto delle sue oltre 22.000 preferenze (bilancio e salute) sono già stati presi, ma in caso di rimpasto tutto potrebbe tornare in ballo.

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