Prato, cambia il progetto della piscina di Iolo e il cantiere è ancora al palo
Nuovo incarico ai tecnici che devono verificare le carte ma la scadenza dei fondi Pnrr si avvicina e il tempo stringe
PRATO. Teoricamente la piscina olimpionica di Iolo, un’opera da 16,5 milioni di euro finanziata in parte con fondi del Pnrr, dovrebbe essere pronta entro il 31 agosto, ma quel cantiere non ne vuol proprio sapere di partire. Anzi, fatica anche a vedere la luce il progetto esecutivo dell’appaltatore, tanto che mercoledì 21 gennaio il Comune è stato nuovamente costretto a mettere mano alla pratica con una determinazione dirigenziale che concede un aumento del compenso al raggruppamento temporaneo di consulenti (Inarcheck S.p.A. e No Gap Controls s.r.l.) a cui la Ferraro spa e la Ellemme spa (cioè le società che hanno vinto l’appalto) avevano affidato il compito di verificare il progetto, così come prevede la legge.
I “verificatori” hanno firmato il contratto l’8 ottobre 2024 per un compenso di 161mila euro, ma quel rapporto per più di un anno non è arrivato. “Nonostante i numerosi cicli svolti e i contraddittori con il gruppo di progettazione – si legge nella determinazione – permanevano numerose non conformità e criticità che non hanno consentito di procedere alla validazione del progetto, né tantomeno di avviare le successive fasi operative previste dal cronoprogramma e dalle disposizioni della linea di finanziamento Pnrr”. Lo scorso 12 novembre l’appaltatore Ferraro ha deciso di cambiare il gruppo dei progettisti e due giorni dopo è arrivato il rapporto di verifica.
A questo punto però lo stesso appaltatore, si legge ancora nella determinazione dirigenziale, “ha manifestato l’intenzione di procedere alla redazione e presentazione di un progetto esecutivo che, pur mantenendo i dati di base del progetto precedente e pur conservando una continuità progettuale rispetto all’impostazione originaria del progetto a base di gara, si configura come una riformulazione complessiva del progetto precedentemente sottoposto a verifica, con l’obiettivo di superare le criticità e garantire soluzioni più efficaci sotto il profilo tecnico e più rapide dal punto di vista costruttivo”.
Insomma, tutto da rifare. La prima verifica non va più bene e bisogna farne un’altra. Per questo ai verificatori è stato concesso un ulteriore compenso di 77mila euro.
Come si può intuire, è una faccenda molto complicata, ma la sostanza è che il tempo passa, anzi il tempo stringe e del cantiere non si vede nemmeno l’ombra. Di fatto l’unica “piscina” presente nel campo di via Ghisleri, tra il campo di rugby dei Cavalieri e i pronto moda cinesi del Macrolotto di Iolo, è la grande pozza che si è formata nella buca dove sono stati fatti i carotaggi del terreno.
In occasione dei saluti alla stampa prima delle vacanze di Natale, il commissario straordinario Claudio Sammartino, che ha in mano questa patata bollente, si è mostrato abbastanza ottimista. Ha detto che la piscina alla fine si farà e che non c’è il rischio di perdere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, il Pnrr. In estate vedremo se quell’ottimismo era giustificato. Intanto tarda a riaprire all’attività agonistica anche la piscina comunale di via Roma, dove le riparazioni e il montaggio del pallone hanno richiesto tempi molto lunghi, confermando che il rapporto della città con le sue piscine è molto problematico, per usare un eufemismo.
