Il Tirreno

Prato

Tribunale

Un solo processo per il killer delle escort, l’accusa sarà sostenuta dal pm di Prato

di Paolo Nencioni

	Vasile Frumuzache insieme agli agenti di polizia penitenziaria
Vasile Frumuzache insieme agli agenti di polizia penitenziaria

E’ iniziato in Corte d’assise il procedimento a carico di Vasile Frumuzache per gli omicidi di Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun

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PRATO. La Corte di assise di Firenze ha riunito i due procedimenti penali (di Prato e Pistoia) nei quali l’ex guardia giurata Vasile Frumuzache, residente a Monsummano, reo confesso, deve rispondere degli omicidi delle escort romene Ana Maria Andrei (a Montecatini il 27 luglio 2024) e Maria Denisa Paun (a Prato il 16 maggio 2025). La pubblica accusa, ha inoltre deciso la Corte, sarà sostenuta dalla Procura di Prato perché il fascicolo pratese è arrivato in Assise prima di quello di Pistoia.

Sia l’avvocato difensore Diego Capano che il pubblico ministero pistoiese Leonardo De Gaudio avevano chiesto la riunificazione dei due procedimenti sostenendo la connessione tra i due omicidi.

Vasile Frumuzache, è stato arrestato ai primi di giugno dell’anno scorso per l’omicidio della escort romena Maria Denisa Paun, avvenuto nella notte tra il 15 e il 16 maggio nel residence Ferrucci di Prato. Un anno prima, nel mese di agosto, aveva ucciso un’altra escort romena, Ana Maria Andrei, a Montecatini. Secondo la Procura di Prato l’ex guardia giurata nell’omicidio di via Ferrucci potrebbe non aver agito da solo: nell’avviso di chiusura delle indagini infatti si sostiene che Frumuzache ha agito “in concorso con altri soggetti non ancora identificati”. A Frumuzache viene contestata anche la premeditazione perché, si spiega, dalle immagini delle telecamere piazzate intorno al residence è emerso che la guardia giurata avrebbe compiuto due sopralluoghi nelle strade limitrofe nella giornata del 14 maggio per verificare le vie di fuga e il flusso dei clienti.

All’inizio offrì agli inquirenti una versione inverosimile secondo la quale avrebbe decapitato Denisa all’interno della stanza 101 del residence (peraltro senza lasciare nemmeno una goccia di sangue). Poi ha ammesso di aver portato il corpo nella sua abitazione di Monsummano e di aver fatto il “lavoro sporco” lì, prima decapitando la povera Denisa, poi tentando di bruciare il cranio in un campo (sono rimasti dei frammenti ossei) e infine portando il resto del corpo nelle vicinanze di un casolare abbandonato alle Panteraie di Montecatini, dove poi è stato trovato anche il corpo senza vita di Ana Maria Andrei. I suoi spostamenti sono stati ricostruiti grazie al gps montato a fini assicurativi sulla sua auto.

Vasile Frumuzache fece poi ritrovare i due telefoni cellulari sottratti al Maria Denisa, ma continua a dire di aver agito da solo, circostanza alla quale come si è detto la Procura ancora non crede. L’assassino ne ha parlato anche con la moglie, in un colloquio intercettato in carcere, e la moglie si è mostrata incredula.

Una prima perizia psichiatrica affidata a due esperti ha stabilito che l’indagato era capace di intendere al momento dei fatti e può stare in giudizio.

Il caso non è chiuso, perché la Procura continua a indagare su possibili altri omicidi compiuti da Frumuzache, oltre a quelli di Maria Denisa Paun e Ana Maria Andrei.

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