Prato, orrore in carcere: violentato e torturato dal compagno di cella – Cosa accadeva ogni notte tra silenzi e paura
La Procura ha indagato un marocchino di 39 anni che era diventato l’aguzzino di un italiano di 46 anni. Trovato anche un pacchetto con un telefono cellulare e droga
PRATO. Un detenuto marocchino di 39 anni è stato accusato di aver abusato sessualmente del compagno di cella, un italiano di 46 anni, per quattro lunghi mesi, fino a quando l’altro non ha trovato la forza di denunciare. Ora il marocchino è indagato per violenza sessuale e tortura. Lo ha reso noto sabato 10 gennaio, il procuratore Luca Tescaroli.
Cosa è successo
Le indagini compiute dalla polizia penitenziaria hanno trovato riscontri alla denuncia dell’italiano, che ha raccontato una storia da incubo. Il compagno di cella lo avrebbe costretto a stare sveglio di notte, poi sodomizzato più volte col manico di una scopa e gli avrebbe bruciato le foto dei familiari. «Non puoi essere il padre di questo ragazzo – gli avrebbe detto –perché sei omosessuale. Porta qui tua moglie, così potrà avere rapporti sessuali con uomini veri». In altre occasioni gli avrebbe gettato addosso l’immondizia e lo avrebbe costretto a comprargli alimenti e altri oggetti (un paio di scarpe, un orologio) che l’italiano si faceva portare in carcere dai genitori. Se avesse provato a denunciarlo, lo ha avvertito, avrebbe trovato il modo di fargli del male.
La denuncia
L’incubo è finito in questi giorni dopo la denuncia e ora finalmente il detenuto italiano è stato tolto dalle mani del suo aguzzino. Intanto alla Dogaia continuano a entrare telefoni cellulari e droga. Venerdì 9 gennaio gli agenti della polizia penitenziaria hanno trovato accanto al muro perimetrale un pacchetto contenente un microcellulare e un involucro con sostanza stupefacente (hashish e cocaina). Per questo il procuratore Tescaroli rinnova l’invito alla direzione del carcere di munirsi di reti anti-lancio e di sistemi per impedire il sorvolo di droni sulla casa circondariale (il sistema usato per portare i pacchi), oltre a una più puntuale sorveglianza su quanto accade nelle celle, soprattutto di notte.
