Prato, il segretario del Pd attacca FdI e vieta ai candidati alle regionali l’iscrizione alla massoneria
Nuovo affondo di Biagioni: «I vertici del partito di governo sapevano dell’iscrizione del loro consigliere alla loggia e venivano a fare la morale a noi»
PRATO. Dopo l’affondo di sabato 30 agosto, il segretario provinciale del Partito democratico, Marco Biagioni, torna alla carica sul tema della massoneria accusando Fratelli d’Italia di aver nascosto l’iscrizione dell’ex consigliere Tommaso Cocci alla loggia Sagittario di via Lazzerini (Gran Loggia d’Italia). E annuncia che chiederà a tutti i candidati del Pd alle elezioni regionali di mettere per iscritto che non sono iscritti a logge massoniche.
"Quello a cui stiamo assistendo è scandaloso – scrive Biagioni – Fratelli d'Italia per mesi ha attaccato il Pd sulla massoneria e ora scopriamo che il suo candidato di punta alle regionali, Tommaso Cocci, non solo fa parte della loggia Sagittario di Matteini Bresci ma ne avrebbe anche ricoperto ruoli apicali. Ma quello che è ancor più grave è che nel partito di Meloni tutti sapevano e sono rimasti in silenzio per settimane”.
"La lista delle persone che erano informate, da quel che si legge sui giornali, è lunga: La Porta, La Pietra, Donzelli, Mazzanti – aggiunge Biagioni – In pratica i vertici regionali e nazionali di FdI con una mano picconavano il Pd e con l'altra coprivano l'affiliazione alla massoneria del loro ex capogruppo in consiglio comunale. Un comportamento inaccettabile da parte del partito che governa il Paese e che si candida a governare la Toscana e la città di Prato. Ora dal partito della premier facciano chiarezza e dicano perché mentre ci facevano la morale, cercando di spaccare la città, sono rimasti in silenzio".
"Chi ricopre un ruolo pubblico giura fedeltà alla Repubblica, giura sulla Costituzione – conclude Biagioni – Non sono ammissibili appartenenze a società segrete. E non mi interessa se in queste logge si parla di filosofia o di storia. Si aprano un'associazione culturale come fanno tutte le persone normali. La questione è tutta politica. Come segretario del Pd di Prato chiederò a tutte le candidate e ai candidati della lista Pd per le regionali di mettere per iscritto che non sono affiliati a logge massoniche. Solo a questa condizione firmerò le candidature. Ora è il momento della massima trasparenza. Se qualcuno la pensa diversamente, si alzi in piedi e dica chiaramente che l'affiliazione alla massoneria non è un problema per chi intende ricoprire ruoli pubblici. Questa è l'unica cosa che trovo rilevante in tutta questa vicenda".
Dall’interno del partito, comunque, fanno notare a Biagioni che il divieto di iscrizione alla massoneria è già contenuto nel Codice etico del Pd, all’articolo 1, lettera C, che recita: “Le donne e gli uomini del Partito democratico si impegnano, in particolare, a (...) non appartenere ad associazioni che comportino un vincolo di segretezza o comunque a carattere riservato, ovvero che comportino forme di mutuo sostegno, tali da porre in pericolo il rispetto dei principi di uguaglianza di fronte alla legge e di imparzialità delle pubbliche istituzioni”.
