Il Tirreno

Prato

Il lutto

Prato, addio a Giordano Cavicchi: con il fratello Enzo fece del Bar Maddalena un mito fra rock e cinema

Prato, addio a Giordano Cavicchi: con il fratello Enzo fece del Bar Maddalena un mito fra rock e cinema

Dal bancone alle sale colorate, il locale simbolo di piazza Sant’Agostino ha segnato decenni di vita cittadina, incontri, musica e amicizie. Da qui sono passati Vasco Rossi, Gianna Nannini, Francesco Nuti, Luca Ronconi e Dario Fo

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Prato piange Giordano Cavicchi, fondatore dello storico Bar Maddalena. Se n’è andato oggi, a 77 anni, lasciando un vuoto profondo nel cuore della città. Insieme al fratello Enzo, scomparso nel 2017, aveva trasformato una semplice paninoteca in un’istituzione cittadina, un luogo capace di raccontare decenni di storie, amicizie e generazioni di pratesi. Il Bar Maddalena, in piazza Sant’Agostino, non è mai stato un locale come gli altri: è stato un simbolo, un contenitore di memorie e sogni, dove i panini si mescolavano al jazz, al rock e ai sorrisi dei clienti di tutte le età.

Il Maddalena aprì le porte il 1° dicembre 1963, quando i genitori di Giordano e Enzo, Caterina Elmi e Renzo Cavicchi, decisero di investire in un piccolo bar di quartiere. Inizialmente modesto, il locale si trasformò presto in un punto di ritrovo per giovani, con le sue birre e i suoi manifesti appesi ai muri, dove chiunque poteva lasciare un commento o una dedica. Ben presto, il Maddalena non era più solo un bar: era un luogo dove i pratesi si riconoscevano, si incontravano, scambiavano confidenze tra un panino e un bicchiere di vino.

Negli anni Ottanta, i fratelli Cavicchi decisero di dare un’impronta nuova al locale, affidandone il restyling ai designer Guido Venturini e Stefano Giovannoni. Nascono così la sala nera, quella verde e quella blu, la discoteca per i più giovani e la saletta rossa dedicata agli innamorati, dove cuori e note di musica creavano un’atmosfera unica. Il Maddalena divenne allora anche una meta per artisti e vip: da Gianna Nannini, che vi girò il videoclip “Cuore”, ai Litfiba, fino a Vasco Rossi, reduce dalla festa dell’Unità alla Querce, che non rinunciava a gustare il celebre panino “Rustico”. E ancora Francesco Nuti, Isa Danieli, Luca Ronconi, Dario Fo, che entrava in cucina come se fosse a casa sua, arricchivano le storie di quelle sale.

Giordano Cavicchi era il volto familiare dietro il bancone, un narratore di storie, un affabulatore, attento a ogni dettaglio, pronto a chiacchierare con i clienti come se fossero amici di lunga data. La malattia non gli ha mai tolto quella capacità di far sentire tutti a casa. Con la scomparsa di Enzo, la conduzione passò alla sorella Miria e al nipote Lorenzo, che mantennero vivo lo spirito innovativo e creativo dei fondatori.

Il Maddalena non ha solo servito panini: ha raccontato decenni di costume e cultura pratese, ospitando servizi fotografici di riviste come Bazar e diventando lo sfondo di videoclip e racconti di vita reale. Tra le sue mura si sono intrecciate amicizie, amori, incontri fugaci e ricordi indelebili, rendendo il locale un vero e proprio monumento affettivo della città.

La salma di Giordano Cavicchi è esposta alle Cappelle del Commiato della Misericordia, e i funerali si terranno domani, alle 10, nella chiesa di Sant’Agostino. La famiglia ha voluto ringraziare in modo speciale il personale dell’ospedale Santo Stefano per la dedizione e le cure prestate negli ultimi tempi.

Con la sua scomparsa, Prato perde un testimone prezioso della sua storia recente, un uomo che ha saputo trasformare un piccolo bar in un luogo eterno, dove il quotidiano diventava straordinario. Il Maddalena, con le sue sale colorate, i panini diventati iconici e le note di jazz e rock che ancora riecheggiano tra le mura, rimane il suo capolavoro, un’eredità di passione, creatività e amore per la città.

Primo piano
Inquinamento

Pozzi inquinati a Lucca, la contaminazione si allarga: Tht rilevato anche a Capannori

di Gianni Parrini
Speciale Scuola 2030