La battaglia degli “invisibili” di Prato: salgono a 16 gli accordi firmati nelle aziende cinesi
Un’altra giornata di mobilitazione al Macrolotto col sindacato Sudd Cobas per la giornata di 8 ore, cinque giorni alla settimana
PRATO. Gli operai sfruttati del “distretto parallelo” cinese e il sindacato Sudd Cobas battono il ferro finché è caldo. E con le temperature di oggi, 1° giugno, è proprio il caso di dirlo. L’inizio dell’estate meteorologica è coinciso con l’offensiva degli “Strike Days”, quattro giorni di scioperi e picchetti davanti alle piccole aziende cinesi che hanno già portato alla firma di 16 accordi per la regolarizzazione degli operai senza contratto, oppure con finti contratti part time, e per il ritorno alla giornata di 8 ore, cinque giorni alla settimana. Agli 11 accordi firmati fino a sabato sera, stamattina se ne sono aggiunti altri cinque (Confezione Lico, G&G, Pronto Moda RJ, Luna Moda e Devita). Nel piazzale di un’azienda di via Gora del Pero uno dei pochi tentativi di resistenza: la titolare di una confezione ha intimato ai manifestanti di sgomberare la proprietà privata, ottenendo il solo risultato di far raddoppiare il presidio.
In precedenza i manifestanti si erano radunati davanti alla ex Teresa Moda (dove il 1° dicembre 2013 morirono 7 operai in un incendio) per stilare il “piano di battaglia”, redatto da Luca Toscano, Sarah Caudiero e Arturo Gambassi nel bagagliaio di una station wagon. Subito dopo è iniziata una “passeggiata rumorosa” nelle strade della zona industriale e sono stati piazzati altri otto picchetti in altrettante aziende con gazebo e ombrelloni.
In mezzo ai sindacalisti Sudd Cobas e agli operai in maggioranza pachistani ci sono anche dei giovani svizzeri. Sono i rappresentanti di un sindacato elvetico che condivide la lotta degli sfruttati di Prato.
