Prato, ergastolo al killer del broker cinese abusivo
Il cadavere del trentatreenne, rapito e ucciso, fu trovato in una fossa accanto al vecchio Cicognini. Condannato anche il presunto complice, un terzo indagato è latitante
PRATO. La Corte d’assise di Firenze ha condannato all’ergastolo il cinese di 34 anni che il 26 aprile 2021 sequestrò e uccise un suo connazionale di 33 anni, il cui corpo in avanzato stato di decomposizione fu poi trovato il 10 giugno dello stesso anno, sepolto in una fossa in località Le Sacca, accanto al vecchio Cicognini.
Dong Jiwei, difeso da Tiziano Veltri, dovrà dunque passare il resto della vita in carcere per l’omicidio di Yang Zongwei. Condannato anche il presunto complice di Dong, Lei Rongjiu, difeso da Antonino Denaro, che dovrebbe scontare 24 anni di reclusione per il sequestro di persona ma è evaso dagli arresti domiciliari e al momento è irreperibile.
I giudici hanno accolto quasi interamente le richieste del pubblico ministero Antonino Nastasi, che nella requisitoria aveva chiesto l’ergastolo per Dong e 28 anni di reclusione per Lei Rongjiu. C’era un terzo indagato in questa storia, Yang Wenming, ma si è reso quasi subito irreperibile ed è tuttora latitante, quasi certamente in Cina.
Yang Zongwei, la vittima, faceva il broker abusivo, si occupava del trasferimento di denaro da Prato alla Cina e secondo la Direzione distrettuale antimafia potrebbe aver pagato con la vita un errore in questi trasferimenti oppure un ammanco. Il broker abusivo fu sequestrato il 26 aprile in via Pistoiese e portato in campagna, dove poi fu ucciso, quasi certamente lo stesso giorno, dopo essere stato obbligato a fare alcuni trasferimenti di denaro verso la Cina. Per saldare un debito, per riparare a un errore o semplicemente perché qualcuno aveva saputo che aveva la possibilità di maneggiare cifre consistenti. Dalla sua abitazione sparirono diecimila euro e i trasferimenti che fu costretto a fare ammontano a poche migliaia di euro. Troppo poco, forse, per giustificare un omicidio.
Nessuno dei due imputati ha ammesso alcuna responsabilità, dunque sul movente è ancora mistero fitto. Anche perché si sospetta che l’uccisione sia avvenuta nel giro di un paio d’ore, troppo poco anche per ipotizzare un sequestro a scopo di estorsione. Sul fatto che la morte di Yang Zongwei sia legata al suo lavoro di broker abusivo, comunque, sono quasi tutti d’accordo. Un’attività, come quella dei broker di droga, dove i rischi del mestiere sono altissimi.
