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La sindaca di Prato sollecita il governo: «Mandate rinforzi»


	Il procuratore di Prato Luca Tescaroli
Il procuratore di Prato Luca Tescaroli

Le parole del procuratore Tescaroli sugli organici di magistrati e forze dell’ordine riaccendono la polemica

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PRATO. Le parole del procuratore Luca Tescaroli, che mercoledì 19 marzo ha spiegato di non aver chiesto misure di custodia nell’inchiesta sull’esplosione del deposito Eni di Calenzano perché in Tribunale ci sono pochi magistrati, in particolare nell’ufficio del Gip, hanno riacceso i riflettori (e la polemica politica) sulla carenza degli organici non solo dei magistrati ma anche delle forze dell’ordine.

«Come ha ben sottolineato il magistrato – ha detto ieri la sindaca Ilaria Bugetti – i sei poliziotti e i nove carabinieri arrivati in città recentemente sono semplici sostituzioni, non incrementi degli organici. Non c’è niente di cui vantarsi dunque. Sono contenta che da Roma arrivino commissioni parlamentari specifiche per conoscere le nostre criticità. Chiedo solo che al ritorno nella capitale si agisca prendendo decisioni serie sugli strumenti da dare agli organi dello Stato per fare il proprio dovere, altrimenti le armi sono e resteranno spuntate. Da tanto tempo chiediamo che vengano rinforzati gli organici di polizia, carabinieri, guardia di finanza. Al mio insediamento, con un appello a tutti i parlamentari di zona, ho chiesto una dotazione straordinaria di ispettori del lavoro per affiancare i controlli dell’Asl e della polizia municipale, del Piano lavoro sicuro. Non ho ancora ricevuto una risposta chiara e concreta. Eppure sento il centrodestra riempirsi la bocca di lotta allo sfruttamento lavorativo. Ebbene, li informo che gli unici che possono controllare i contratti di lavoro sono gli ispettori del lavoro e l’Inps sul versante contributivo. La denuncia del procuratore non può cadere nel vuoto. Le sue parole devono essere un faro sempre e non solo quando fa comodo».

Anche per il deputato del Pd Marco Furfaro «il governo racconta una realtà parallela mentre la nostra città affronta sfide enormi con risorse inadeguate. Il governo ha una responsabilità precisa: mettere le istituzioni locali nelle condizioni di operare efficacemente».

Alla sindaca risponde la deputata di FdI Chiara La Porta: «Giova ricordare al primo cittadino di Prato che nel Jobs Act di renziana volontà, ed è un esempio su tutti, è prevista una norma che prevede il ruolo ad esaurimento per gli ispettori del lavoro: al momento del pensionamento, non è prevista alcuna sostituzione. Oggi quindi il governo è costretto a sanare questo sistema capzioso, e lo sta facendo impegnandosi per il potenziamento di concorsi e di assunzioni. Negli ultimi due anni, le posizioni sono infatti aumentate di 1.600 unità, e saranno incrementate ulteriormente nei prossimi mesi. Altrettanti scenari frutto di mala gestione riguardano la carenza attuale di organici nelle forze dell’ordine; nella complessità del contesto, l’esecutivo sta impegnandosi pancia a terra per un rafforzamento, ereditando il numero esiguo di concorsi proposti durante i precedenti governi. Da pratese, non posso che essere preoccupata dal fatto che proprio oggi il sindaco della mia città sia così nervoso e infastidito; da Ilaria Bugetti mi sarei infatti aspettata non un plauso, ma certo che fosse quantomeno rasserenata dalla notizia dell’arrivo della commissione Antimafia il 4 aprile, per la prima volta, a Prato. Evidentemente, questa attenzione da parte di una commissione che si occupa, nello specifico, del sistema mafioso cinese che corrompe il nostro territorio da anni, potrebbe invece aver sortito l’effetto opposto». 

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