Il Tirreno

Prato

L’allarme

La bolletta per il distretto tessile di Prato aumenterà di 38 milioni in un anno


	L'interno di una tintoria: le rifinizioni sono aziende "energivore"
L'interno di una tintoria: le rifinizioni sono aziende "energivore"

La stima di Confindustria Toscana Nord che lancia l’allarme sui costi di luce e gas per le aziende

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Gli industriali tornano a lanciare l’allarme sull’aumento delle bollette di luce e gas che appesantiscono i conti delle aziende. «Il cosiddetto decreto legge bollette varato dal Governo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 28 febbraio – si legge in una nota di Confindustria Toscana Nord – non porta nessun beneficio all’industria tessile pratese, che di fatto non potrà attingere al miliardo e 200 milioni di euro destinati al sostegno alle imprese per l’incremento dei prezzi di gas metano ed energia elettrica. Il nodo del problema costi è infatti attualmente rappresentato per le aziende della filiera tessile pratese dall’incremento dei prezzi della pura materia prima energia elettrica e gas di questi mesi: ma nel decreto non c’è niente che vada a incidere su questa emergenza. Nel caso del gas nessun effetto neppure sui costi diversi da quelli della materia prima caricati in bolletta; per l’energia elettrica, l’azzeramento degli oneri di sistema Asos, piuttosto consistenti per le aziende non elettrivore (quelle che rimangono al di sotto del consumo medio annuale di 1 Gigawattora), si applica solo alle utenze non domestiche in bassa tensione, quando le imprese industriali pratesi sono invece allacciate alla media tensione».

«Il problema dei costi energetici – fa presente Ctn – rimane quindi del tutto irrisolto per le imprese della filiera tessile: per tutte in relazione all’energia elettrica, mentre per tintorie e rifinizioni, forti consumatrici di gas metano, anche riguardo a quest’ultimo».

«Pur nelle oscillazioni dei prezzi di questi giorni, siamo di nuovo alle prese con costi di energia e gas così elevati da mettere in grave difficoltà le imprese della filiera tessile e in particolare alcune fasi cruciali per la tenuta dell’intero sistema – spiega Filippo Giagnoni, coordinatore del gruppo Nobilitazione e lavorazioni tessili della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana Nord – La grande volatilità dei prezzi rende opportune contrattualizzazioni a medio-lungo termine, particolarmente complesse in un quadro come l’attuale. Rispetto al 2019, anno definibile come “normale” rispetto agli scostamenti verso il basso e verso l’alto dei periodi del Covid e del post-Covid, nei primi due mesi del 2025 il prezzo medio della materia prima gas ha sfiorato +200%, dell’energia elettrica +140%. Se poi guardiamo al confronto con la media del 2024, l’ordine di grandezza è rispettivamente +30% e +20%. Con un calcolo necessariamente molto approssimativo, si può stimare che solo per la materia prima nel 2025 la bolletta complessiva del distretto tessile aumenterà di oltre 38 milioni di euro. Elevata l’incidenza dei costi energetici sui costi complessivi dei bilanci delle imprese di tintoria e nobilitazione: negli ultimi bilanci disponibili, quelli del 2023, pesavano per il 17%, tre punti in più rispetto al 2019. Sono percentuali molto elevate: per dare un termine di confronto, in media le imprese toscane sono al 3,4% (dati Irpet). I disagi sono forti e non possono non riflettersi anche sulla filiera a valle. Eppure quando nelle istituzioni si parla di costi energetici il settore tessile-moda è il grande dimenticato».

«I problemi generati dall’aumento dei costi energetici colpiscono l’intera filiera – aggiunge Francesco Marini, presidente della sezione Sistema moda – Queste nuove impennate si collocano oltretutto in un momento complesso e delicato, segnato da tante criticità che si sono abbattute sul settore moda a livello non solo nazionale ma globale». 

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030