Latitante arrestato in un campo nomadi di Prato con un blitz dei carabinieri
Il giovane di etnia sinti, accusato di numerosi furti, era evaso nel mese di ottobre dagli arresti domiciliari a Lido di Camaiore
PRATO. È finita con un blitz dei carabinieri nel campo nomadi di viale Marconi la latitanza di un uomo di 29 anni di etnia Sinti, pluripregiudicato, colpito da due misure di custodia cautelare in carcere della corte di appello di Ancona e del gip di Bologna ma che era evaso a ottobre dagli arresti domiciliari in una casa di Lido di Camaiore. I carabinieri lo hanno arrestato lo scorso 20 dicembre dopo aver cinturato il campo nomadi di viale Marconi dove si era nascosto ed esservi penetrati con un blitz di due minuti per raggiungerlo e portarlo via in manette. La notizia è stata diffusa oggi, 30 dicembre.
Il ventinovenne, di cui non è stato reso noto il nome, è considerato uno dei membri di un gruppo di malviventi, anche loro raggiunti da ordinanze di custodia cautelare in carcere, autori di numerosi furti in più province italiane. Tra i colpi attribuiti alla gang, c'è quello a un'armeria in Emilia Romagna dove vennero rubate numerose armi da fuoco. I carabinieri di Viareggio, con metodi investigativi tradizionali e con attività tecniche autorizzate dalla procura di Ancona, hanno monitorato i movimenti dei suoi familiari constatando che il giovane si spostava continuamente da un campo nomadi a un altro, tra le province di Latina e Prato, sperando di eludere la cattura. Ma poi i militari hanno individuato il covo di Prato dove il ventinovenne si sentiva sicuro e protetto, tanto che si era fatto raggiungere dalla moglie e dai figli minorenni. L'operazione di arresto è stata organizzata tenendo conto di dover agire in un campo nomadi popolato da un centinaio di persone. I carabinieri di Viareggio hanno avuto il supporto dell’aliquota di pronto intervento del Comando provinciale di Firenze, personale altamente specializzato in grado di assicurare un intervento rapido e risolutore: tra l'ingresso nel campo, la cinturazione dell'obiettivo, la cattura e l’esfiltrazione del latitante sono stati necessari appena due minuti, agendo nel massimo silenzio e velocità, senza che i residenti si rendessero conto di cosa stesse accadendo. Ora l'uomo è nel carcere di Prato a disposizione delle rispettive procure competenti di Ancona e Bologna.
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