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Tassi alti? «Rimango in affitto», a Prato molti preferiscono aspettare: lo studio sul mercato immobiliare

di Paolo Nencioni
Tassi alti? «Rimango in affitto», a Prato molti preferiscono aspettare: lo studio sul mercato immobiliare

Trovare una casa non è facile: quello pratese è uno dei territori che hanno meno abitazioni sfitte in Italia

17 aprile 2024
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PRATO. L’acquisto della casa ai tempi del caro mutui è un sogno per molti, una chimera per tanti altri. E allora torna di moda il caro vecchio affitto. Caro in tutti i sensi, perché non è certo a buon mercato, ma può essere più conveniente rispetto all’impegno che richiede accollarsi un mutuo.

Questa almeno è l’impressione di Mediatori Group, società specializzata nell’intermediazione delle compravendite immobiliari con sede in via Ferrucci che ieri ha tracciato un bilancio delle ultime tendenze del settore.

Rispetto all’anno scorso, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, si assiste a consistente aumento della domanda di case in affitto, stimato tra il 20% e il 30% in più. Ma quello che colpisce è che più della metà delle famiglie che cercano case in affitto possono contare su due o più stipendi. Insomma, sono quelle famiglie che fino a ieri non ci avrebbero pensato due volte: meglio prendere un mutuo, anche trentennale, anziché buttare i soldi in un affitto che una volta terminato non ti lascia niente in mano. Oggi secondo Mediatori Group le cose non vanno più così. L’impennata dei tassi d’interesse sui mutui ha fatto sì che in tanti, anche se non sono alla canna del gas, preferiscano la casa in affitto, aspettando tempi migliori, vale a dire una discesa dei tassi.

E se fino a qualche tempo fa si prediligevano le case vuote, adesso la preferenza è per le case arredate o parzialmente arredate. Un altro indizio che conferma il tipo di scelta: non si investe nell’arredamento perché per un numero sempre maggiore di persone la casa in affitto è una soluzione transitoria in attesa che le condizioni del mercato cambino.

Ma questo ritorno di fiamma per gli affitti provoca anche conseguenze non proprio gradevoli, perché l’offerta è bassa e i prezzi naturalmente aumentano: dai 550 euro per un monolocale, ai 650 per un bilocale, fino ai 1.000 per un’abitazione indipendente con due o tre camere. Gli affitti di uffici e negozi sono nell’ordine degli 8 euro al metro quadro, quelli dei capannoni tra gli 8 e i 10 euro al metro quadro.

Trovare una casa in affitto non è facile a Prato, che in base a una recente ricerca è tra i comuni che hanno meno abitazioni sfitte in Italia. Ma secondo Mediatori Group non si sente ancora l’effetto airbnb, gli affitti brevi che hanno stravolto i centri storici di Firenze o Venezia, solo per fare due esempi. Un fenomeno che però sfugge alle “antenne” delle agenzie immobiliari, perché spesso avviene senza intermediari.

Quanto alle case in vendita, il 2023 ha fatto segnare un vistoso arretramento: meno 9,5% in Italia, meno 13,2% a Prato. Il motivo è sempre lo stesso: gli alti tassi d’interesse sui mutui che scoraggiano chi non ha in mano il contante. E infatti le compravendite “vincolate”, cioè quelle che poggiano su almeno l’80% di mutuo, sono calate dal 37% del 2022 al 23% del 2023, un anno durante il quale ha comprato casa soprattutto chi aveva in tasca il gruzzolo pronto, magari dopo aver venduto un’altra abitazione.

Quasi la metà dei clienti di Mediatori è disposta a spendere tra i 100.000 e i 200.000 euro, e il prezzo medio di vendita è stato di 189.509. Le quotazioni non si discostano molto dagli anni precedenti. Ma fino a quando non caleranno i tassi, rimarrà di moda l’affitto.

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