Rapina in villa a Capalbio, coppia sequestrata e tenuta in ostaggio per un'ora da quattro banditi armati di pistola
I malviventi incappucciati tengono due coniugi in ostaggio per un’ora. Niente cassaforte: fuggono con 400 euro e la fede della madre di lei, morta da poco
CAPALBIO. Hanno tenuto sequestrati moglie e marito per oltre un’ora minacciandoli con le pistole. Cercavano la cassaforte che in realtà non c’era. Alla fine i 4 rapinatori incappucciati sono scappati con 400 euro e alcuni oggetti in oro tra cui la fede della mamma della proprietaria del casale, che era morta da meno di un mese.
L'agguato
È successo nella tarda serata di venerdì nelle campagne alle porte di Capalbio. Quattro malviventi, con il volto coperto dal passamontagna e armati di pistola, sono entrati nel giardino di un casale e hanno atteso l’arrivo dei proprietari. Lui è un noto imprenditore capalbiese 67enne, che da circa due anni ha ceduto la sua attività. La casa in cui abita la coppia è isolata: vi si arriva, se non si possiede il telecomando del cancello, percorrendo 400 metri a piedi. Quando la proprietaria è arrivata intorno alle 22,30, è stata colta di sorpresa dai ladri: la aspettavano nascosti in giardino.
La ricerca della cassaforte
Con lei, sotto la minaccia delle armi, i malviventi sono entrati in casa. Hanno cercato subito una cassaforte che però la coppia non possiede e hanno chiesto se in casa ci fossero armi. Volevano oro e gioielli. C’erano solo pochi monili d’oro di scarso valore economico ma di valore affettivo. La donna è stata minacciata con le pistole in attesa dell’arrivo del marito.
Quando lui è arrivato intorno alle 23,30 ha notato subito qualcosa di anomalo: la finestra e la porta erano aperte. Ha pensato al peggio, cioè che la moglie si fosse sentita male; non immaginava che ad aspettarlo ci fossero 4 persone armate.
Come la moglie, anche lui è stato trattenuto sotto la minaccia delle pistole; anche lui è stato fatto sedere su una sedia mentre i malviventi continuavano a chiedere della cassaforte. Con molta probabilità si aspettavano che l’imprenditore arrivasse con i soldi frutto di una giornata di lavoro ma così non è stato.
Contanti e la fede
L’uomo in casa aveva solo i soldi utili alle necessità giornaliere; circa 400 euro che i ladri hanno preso. Insieme all’oro hanno portato via anche la fede della suocera dell’uomo, morta da venti giorni. La coppia ha chiesto che almeno quell’oggetto fosse lasciato ma i ladri non hanno avuto pietà. Quando si sono resi conto che più di quello che avevano trovato in casa non avrebbero ottenuto, sono scappati lasciando la coppia in casa, spaventata e angosciata e un appartamento messo a soqquadro. Moglie e marito sono stati minacciati ma non sono stati picchiati.
Le indagini
I ladri erano decisi ma non aggressivi, anche se per la coppia il tempo sotto la minaccia della pistola è stato interminabile e la paura è stata tanta. Dopo che i 4 rapinatori sono scappati, i coniugi hanno avvisato i carabinieri, arrivati sul posto. L’imprenditore ha sporto denuncia. I militari hanno iniziato le ricerche ma al momento dei 4 rapinatori non c’è traccia. La notizia della rapina ha fatto rapidamente il giro del paese dove la coppia sono molto conosciuti.
Quanto avvenuto ha destato moltissima preoccupazione fra i cittadini. Preoccupato per l’accaduto anche il sindaco di Capalbio Gianfranco Chelini che si è subito mosso per aumentare la sicurezza del territorio già presidiato dalle telecamere. «Durante la giornata di oggi (ieri per chi legge, ndr) – commenta il primo cittadino – abbiamo avuto un proficuo colloquio con la prefetta di Grosseto Paola Berardino e con tutte le forze dell’ordine locali. Insieme cercheremo di capire come poter accrescere la sicurezza nel territorio ed evitare che episodi così terribili possano ripetersi in futuro. Siamo fiduciosi che il sistema di videosorveglianza che copre l’intero territorio di Capalbio possa essere fondamentale per le indagini. A nome di tutta l’amministrazione esprimo massimo dispiacere per questa vicenda che ha colpito una famiglia capalbiese, alla quale va tutta la nostra solidarietà e vicinanza».
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