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Pisa, ciclista di 35 anni muore dopo essere stato travolto da un'auto pirata – Chi è la vittima e cosa è successo

di Redazione Pisa

	L'ingresso di Medicina legale e via Battisti
L'ingresso di Medicina legale e via Battisti

L'incidente è avvenuto nella notte tra l'11 e il 12 marzo. Non si sa quanto l’uomo sia rimasto sull’asfalto di via Battisti. Si cercano indizi dalle telecamere

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PISA. Non ce l’ha fatta il ciclista di 35 anni, Federico Meacci, travolto da un’auto pirata, la notte del 12 marzo, in via Cesare Battisti, vicino alla Sesta Porta.

La vittima era in sella a una bicicletta quando è stata investita – questa l’ipotesi dei carabinieri intervenuti sul posto – da un’auto. Ma il conducente non si è fermato e ha lasciato sulla strada il ciclista agonizzante. Una storia tragica che resta tutta da chiarire. L’uomo infatti, dopo essere investito, è rimasto sull’asfalto senza soccorsi e questo potrebbe avere aggravato i traumi causati dall’urto. L’allarme è stato dato all’1, 30 in un tratto dove sono presenti le telecamere della videosorveglianza, unica speranza per risalire all’auto del tragico investimento.

Prime indagini

Quando i soccorritori sono arrivati sul posto hanno trovato il ciclista privo di sensi. Hanno provato a rianimarlo, stando a quanto è stato spiegato, senza però riuscire a cambiare il corso del destino. All’ospedale il ciclista è arrivato in coma, è stato ricoverato nel reparto di rianimazione del pronto soccorso. Già nella giornata di venerdì le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate, fino alla morte dovuta appunto alle numerose ferite che l’uomo ha riportato cadendo dalla sua bici. Dai rilievi risulterebbe – il condizionale è d’obbligo in quanto non sono state fornite notizie sull’accaduto – che il 35enne sia stato investito da un’auto che poi è fuggita. Non è stato spiegato se sulla strada sono stati trovati segni di frenate e neppure se l’auto ha perso qualche parte in plastica.

Telecamere

I carabinieri del Norm, intervenuti la notte dell’incidente, sono stati incaricati di svolgere una serie di accertamenti, a cominciare dalla visione delle immagini delle telecamere. Ma non è stato spiegato se la videosorveglianza potrà essere d’aiuto per risolvere questo caso che lascia aperti numerosi interrogativi.

Medicina legale

La salma, da quanto è stato possibile apprendere, è stata trasportata all’istituto di Medicina legale a disposizione della procura che potrà decidere se effettuare l’autopsia. Sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri saranno quindi indirizzate le indagini. Resta da capire perché l’automobilista si è allontanato senza prestare i soccorsi. Sarà quindi aperto un fascicolo per omicidio stradale a carico di ignoti. Il colpevole rischia dal punto di vista penale. Fuggire dopo aver causato un incidente, anche senza colpa nella sua dinamica è un reato piuttosto grave, specialmente se la vittima subisce conseguenze gravi o addirittura, come nel caso di questi giorni, sopravviene la morte. L’automobilista è sempre tenuto a fermarsi e a cercare di essere d’aiuto, fino all’arrivo dei soccorsi, anche se nel frattempo fossero giunte sul posto altre persone.

Inchiesta

Le indagini sull’omicidio stradale sono nelle fasi iniziali, con la morte del ciclista si è notevolmente aggravata anche la responsabilità di chi lo ha lasciato sofferente sulla strada. Forse l’esito non sarebbe cambiato ma nessuno in questo momento può dirlo.

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