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Decreti ingiuntivi, Biffoni chiama in causa il centrodestra

di Elena Andreini
Decreti ingiuntivi, Biffoni chiama in causa il centrodestra

Prato, stoccata del sindaco: «Dove sono i parlamentari eletti qui?»

25 febbraio 2023
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PRATO. Lo stop ai decreti ingiuntivi dal Giudice di pace fino al 31 dicembre, deciso dal presidente del Tribunale Francesco Gratteri sta rischiando di diventare uno tsunami pronto a travolgere cittadini e imprese. E il sindaco Matteo Biffoni si chiede che fine abbiano fatto i parlamentari pratesi. «Non entro nel merito e nel metodo della decisione presa, che capisco essere legata ancora una volta alla carenza di personale – dice il primo cittadino – ma mi domando dove siano i parlamentari pratesi e i membri del Governo di questo territorio, che in campagna elettorale ci hanno spiegato come avrebbero portato Prato all’attenzione del Governo».

«La situazione del Tribunale – prosegue il sindaco – è complessa da anni, e la chiusura di questo ufficio è una ulteriore prova di quanto sembri impossibile risolverla, nonostante l’impegno di tanti, compreso io stesso, in questi anni. Auspico che, dato che abbiamo tanti pratesi tra parlamentari e membri del Governo a Roma, ci sia un intervento vero affinché il ministero della Giustizia porti qualche soluzione. Per ora registro un preoccupante silenzio e prova ne sia che anche su una questione strettamente, unicamente, pienamente statale si chieda aiuto soltanto al Comune. Capisco che sia questa l’abitudine, ma penso che sia bene invece che chi ha responsabilità di Governo inizi a occuparsi, sul territorio dove è stato eletto, dei temi di competenza statale. E indubbiamente il Tribunale è tra questi».

La notizia del blocco dei decreti ingiuntivi è ancora più incredibile se si considera che il provvedimento è stato deciso per carenza di personale e per gli imprenditori e artigiani pratesi è anche “uno schiaffo” alla città. Sia Confartigianato che Cna Toscana Centro sostengono che Prato merita servizi adeguati ed efficienti. «Apprendo con un gran senso di amarezza di questa decisione – dice il presidente di Confartigianato pratese Luca Giusti – Il blocco di questo ufficio è delicato perché ha molte sfaccettature. Un tema legato alla giustizia non può avere questi risvolti a causa della mancanza d personale. E non può essere fatto qui a Prato, città che rappresenta uno dei poli del tessile più importante d’Europa e la terza città del centro Italia per attività». La preoccupazione di Giusti riguarda ciò che potrà accadere alle imprese e ai cittadini. «Non voglio entrare nella valutazione della decisione presa – dice Giusti – poiché si tratta di una situazione molto delicata. Per le aziende il blocco può provocare situazioni di disagio e se viene bloccato tutto l’iter i risvolti non saranno certo simpatici». Anche per Cna Toscana Centro, la situazione è insostenibile. «Ci vuole l’impegno di tutti perché si cambi regime – afferma Claudio Bettazzi – da tempo abbiamo fatto le nostre dimostrazioni sulle criticità del Tribunale a causa della mancanza di personale e sulle lungaggini che i processi hanno e le ricadute sui cittadini. È arrivato il momento di sollecitare chi ci rappresenta». Il servizio che viene sospeso rischia i creare una situazione di difficoltà in particolare per la aziende artigiane che si potrebbero trovare a non recuperare i crediti, innescando un meccanismo difficile da immaginare. «Uffici come questi sono importanti e la chiusura avrà un impatto non banale – dice Bettazzi – ma è tutta la funzionalità del Tribunale è da anni in questa situazione e dovrebbe essere risolta. Ci vuole un impegno».
 

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