Elisa fu picchiata prima di essere uccisa dall'ex fidanzato
Depositati dopo oltre otto mesi i risultati dell'autopsia sul corpo della commessa: è morta a Prato, ma prima dei proiettili arrivarono i pugni
PRATO. Tre colpi di pistola sparati a bruciapelo, di cui uno al cuore sicuramente fatale, ma anche i segni di un brutale pestaggio prima di quei colpi. I risultati dell'autopsia compiuta dal professor Marco Di Paolo sul corpo di Elisa Amato, la trentenne pratese uccisa nella notte tra il 25 e il 26 maggio 2018 dall'ex fidanzato Federico Zini (25 anni, poi morto suicida) davanti a casa di lei in via Brasimone a Galciana, e finalmente depositati dopo oltre otto mesi di inspiegabile attesa, rendono se possibile ancora più cruda la tragedia che è costata la vita alla giovane commessa.
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I segni sul corpo della donna raccontano qualcosa di più di quello che si sapeva finora. Intanto ci dicono che Elisa ha esalato l'ultimo respiro proprio a Prato, davanti a casa, come si era ipotizzato fin dall'inizio. Una vicina di casa raccontò di aver sentito tre colpi di pistola e tre erano state le ferite da arma da fuoco trovate sul corpo. C'era da capire se Elisa fosse stata trasportata agonizzante nell'auto fino al parcheggio di San Miniato. Ora il medico legale sostiene che in base alla temperatura corporea l'ora della morte va fatta risalire al momento degli spari, intorno alle 3 di notte, in via Brasimone. A parte la testimonianza della vicina, c'erano pochi dubbi perché almeno uno dei tre colpi, che ha interessato cuore e polmoni, fu letale. Un altro ha colpito Elisa al fegato e il terzo (ma forse il primo a essere esploso) all'avambraccio destro, mentre la giovane tentava di difendersi.
Ma sul volto di Elisa il medico ha trovato anche un evidente ematoma ed escoriazioni nella regione parietale e orbitale destra. Sono i segni dei pugni ricevuti prima di essere raggiunta dai proiettili. Pugni che le hanno rotto anche i due incisivi. Si esclude che le ferite possano essere la conseguenza della caduta dal seggiolino, perché Elisa era seduta al posto del guidatore e in quel caso le escoriazioni sarebbero state dalla parte sinistra.
I risultati dell'autopsia sono stati comunicati anche all'avvocato Antonio Bertei, che assiste la famiglia di Elisa Amato. Ora la Procura di Prato ha tutti gli elementi per archiviare il caso. Finora infatti c'erano due fascicoli sulla morte dei due ex fidanzati, uno a Prato e uno a Pisa. Archivierà la Procura sul cui territorio è stato accertato il decesso, cioè Prato.
