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Tiro a segno, Sevieri e il bronzo mancato

Tiro a segno, Sevieri e il bronzo mancato

PONTEDERA. Presidente della sezione pontederese di tiro a segno è il santacrocese Alberto Sevieri, campione alle Olimpiadi di Seul, in Corea, nel settembre 1988, terzo ex aequo al tiro con la...

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PONTEDERA. Presidente della sezione pontederese di tiro a segno è il santacrocese Alberto Sevieri, campione alle Olimpiadi di Seul, in Corea, nel settembre 1988, terzo ex aequo al tiro con la pistola automatica.

«Ho ricevuto tanto dallo sport del tirassegno, oltre che come atleta, anche come uomo. Così da tre anni cerco di trasmettere la passione ai giovani. Sono pochi giovani in verità, mentre i soci in totale siamo oltre 300».

Il direttivo è completato dai consiglieri: Luca Falchi, Paolo Galletti, Marco Nucci, Vittorio Mazzullo. Rappresentante atleti Giancarlo Tarchi. Segretario Loriano Cartocci.

Però alle Olimpiadi, Sevieri non vinse la medaglia. E racconta perché: «Nel successivo spareggio stabilii anche il nuovo record italiano, 596 punti con 60 colpi, mettendo a segno 54 dieci punti, quattro 9 punti, e altro. Ero all’epoca tesserato per il Tiro a segno di Pietrasanta -. Il primo era un russo, il secondo un tedesco dell’est, al terzo posto un americano. Io ero alla pari con il terzo. La norma ora dice che in questi casi conta chi ha fatto meglio negli ultimi 5 tiri. Se hanno fatto uguale, nei precedenti cinque tiri. E così via. Invece in Corea ci fu lo spareggio con i primi otto classificati: e il terzo precipitò al settimo posto, mentre chi era sesto arrivò terzo dopo una rimonta. E io fui classificato al quarto posto».

Resta tuttavia la soddisfazioni virtuale del 3° posto alla pari per Sevieri. «Le Olimpiadi hanno un regolamento, ma per la Federazione italiana il mio terzo ex aequo era valido, e infatti i 10 milioni di lire previsti li ho riscossi regolarmente, senza bisogno di sollecitarli».

Poi fino all’ultimo dell’attività agonistica Alberto Sevieri è salito sul podio ai campionati tricolori insieme (foto, da sinistra) a Nucci e Cartocci. Il poligono di Pontedera, diventato sezione del Tiro a segno nazionale nel 1883, è stato istituito per volontà di Giuseppe Garibaldi ed è sempre rimasto nella sede dove si trova ora, in via Montevisi n. 48.

«Ma ora – conclude Sevieri - l’area circostante è in degrado e pericolosa, perfino con tanta sporcizia abbandonata, e l’illuminazione non funzionante. Occorre che l’amministrazione civica intervenga».

Luciano Gianfranceschi

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