CICLISMO
Simone Biasci passa a far bella figura nelle Gran fondo
Luciano Gianfranceschi
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In alto la squadra del Cycling team club Bmc e (accanto) Simone BiasciUn corridore ciclistica appiedato sul monte Serra, ieri verso mezzogiorno. È appena entrato negli "anta", il giorno precedente, Simone Biasci, ma non impreca all'età, 40 anni. Scherza sull'imprevista foratura, ha il fisico in forma come quando vinceva in bici.
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PONTEDERA. Un corridore ciclistica appiedato sul monte Serra, ieri verso mezzogiorno. È appena entrato negli "anta", il giorno precedente, Simone Biasci, ma non impreca all'età, 40 anni. Scherza sull'imprevista foratura, ha il fisico in forma come quando vinceva in bici.
Del tipo il campionato toscano Juniores e quello italiano nel 1988 con la maglia dell'Ader's (avendo per compagni di squadra Federico Grassi di Cascina e Luca Daddi di Pontedera). Oppure il Gp del Cuoio Dilettanti a Santa Croce nel 1991, e poi da professionista era compagno di squadra di Cipollini, e gareggiava al Giro d'Italia e al Tour de France. Ora è team manager di una squadra di granfondo organizzata come una professionistica: il Cycling team club Bmc. Che sabato e domenica sarà a Le Sieci, presso Firenze per la Gran fondo Montagna Fiorentina intitolata alla memoria di Bencini, genitore di uno degli atleti.
«Staremo due giorni - osserva Biasci, pontederese di nascita, cresciuto a Monsummano Terme - perché quando ci muoviamo viene allestito un villaggio pubblicitario. I tesserati sono anche soci, oltre che atleti. Ci presentiamo con una divisa come i prof, e anche le bici sono al top: uno stile complessivo medio alto. Insomma facciamo la nostra figura già prima di partire. E poi... ci comportiamo bene anche in corsa, ovviamente».
La formazione 2010 ha 13 corridori: oltre a Biasci, Federico Grassi, Andrea Gurayev, Orso Francardo, Beppe Bellero, Luca Filippi, Nicola Montagnani, Simone Bosio, Yuri Mazzoni, Giuseppe Lupis, Francesco Bencini, Massimiliano Bertacca, Roberto Comandi.
Su come è nata la società, Biasci rievoca: «Nel 2000, insieme a Roberto Moretti, altro ex professionista spostammo l'attenzione, oltre che sui singoli atleti, sulla squadra. Iniziammo la prima stagione con 5 atleti agonisti, eppure fu sùbito la compagine più vittoriosa».
Tra i risultati, è da vantare uno particolarissimo: il passaggio al professionismo di Marco Fertonani. «Mai nella storia del ciclismo moderno - puntualizza Biasci con soddisfazione - era accaduto che un corridore, proveniente dagli Amatori, diventasse professionista».
Ciò fece fare il salto di qualità anche al team. Negli anni seguenti, grazie a un pool di sponsor come (Pennelli Cinghiale, Atala col marchio Whistle, Cinelli) e la collaborazione di Andrea Gurayev anche lui ex prof, Biasci ha continuato a gestire in prima persona diversi team, nel ruolo di protagonista: da atleta/manager fino ad arrivare nel 2007 ad allestire un team professionistico affiliato Uci; nacque il Team Continental Cinelli Endeka.
«In questa stagione 2010 - torna in diretta Biasci - il Cycling team club Bmc gareggia nelle Gran fondo con l'obiettivo di essere protagonisti non soltanto con i risultati, ma anche coinvolgendo e quindi tesserando gli appassionati. I quali però saranno vincolati a utilizzare i prodotti usati dal team: questo per creare una forza di massa dove tutti potranno notare la nostra organizzazione. Abbiamo così un buon ritorno mediatico - conclude - grazie anche alla struttura organizzativa con la quale ci presentiamo alle manifestazioni».
Del tipo il campionato toscano Juniores e quello italiano nel 1988 con la maglia dell'Ader's (avendo per compagni di squadra Federico Grassi di Cascina e Luca Daddi di Pontedera). Oppure il Gp del Cuoio Dilettanti a Santa Croce nel 1991, e poi da professionista era compagno di squadra di Cipollini, e gareggiava al Giro d'Italia e al Tour de France. Ora è team manager di una squadra di granfondo organizzata come una professionistica: il Cycling team club Bmc. Che sabato e domenica sarà a Le Sieci, presso Firenze per la Gran fondo Montagna Fiorentina intitolata alla memoria di Bencini, genitore di uno degli atleti.
«Staremo due giorni - osserva Biasci, pontederese di nascita, cresciuto a Monsummano Terme - perché quando ci muoviamo viene allestito un villaggio pubblicitario. I tesserati sono anche soci, oltre che atleti. Ci presentiamo con una divisa come i prof, e anche le bici sono al top: uno stile complessivo medio alto. Insomma facciamo la nostra figura già prima di partire. E poi... ci comportiamo bene anche in corsa, ovviamente».
La formazione 2010 ha 13 corridori: oltre a Biasci, Federico Grassi, Andrea Gurayev, Orso Francardo, Beppe Bellero, Luca Filippi, Nicola Montagnani, Simone Bosio, Yuri Mazzoni, Giuseppe Lupis, Francesco Bencini, Massimiliano Bertacca, Roberto Comandi.
Su come è nata la società, Biasci rievoca: «Nel 2000, insieme a Roberto Moretti, altro ex professionista spostammo l'attenzione, oltre che sui singoli atleti, sulla squadra. Iniziammo la prima stagione con 5 atleti agonisti, eppure fu sùbito la compagine più vittoriosa».
Tra i risultati, è da vantare uno particolarissimo: il passaggio al professionismo di Marco Fertonani. «Mai nella storia del ciclismo moderno - puntualizza Biasci con soddisfazione - era accaduto che un corridore, proveniente dagli Amatori, diventasse professionista».
Ciò fece fare il salto di qualità anche al team. Negli anni seguenti, grazie a un pool di sponsor come (Pennelli Cinghiale, Atala col marchio Whistle, Cinelli) e la collaborazione di Andrea Gurayev anche lui ex prof, Biasci ha continuato a gestire in prima persona diversi team, nel ruolo di protagonista: da atleta/manager fino ad arrivare nel 2007 ad allestire un team professionistico affiliato Uci; nacque il Team Continental Cinelli Endeka.
«In questa stagione 2010 - torna in diretta Biasci - il Cycling team club Bmc gareggia nelle Gran fondo con l'obiettivo di essere protagonisti non soltanto con i risultati, ma anche coinvolgendo e quindi tesserando gli appassionati. I quali però saranno vincolati a utilizzare i prodotti usati dal team: questo per creare una forza di massa dove tutti potranno notare la nostra organizzazione. Abbiamo così un buon ritorno mediatico - conclude - grazie anche alla struttura organizzativa con la quale ci presentiamo alle manifestazioni».
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