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Lucca

La tragedia

Incidente sull’A11, il dolore del fratello di Michele: «Gli avevo detto di non andare. Non so come abbia fatto a farlo ribaltare»

di Pietro Barghigiani

	Michele Quartaroli e il furgone della Trafic: il conducente di 26 anni è indagato per omicidio stradale
Michele Quartaroli e il furgone della Trafic: il conducente di 26 anni è indagato per omicidio stradale

Alberto Quartaroli è il fratello di Michele, imprenditore ed ex ciclista morto in un tragico incidente sull’autostrada A11

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PORCARI. «Ma come ha fatto a farlo ribaltare? ». Alberto Quartaroli, dipendente in una cartiera, è il fratello di Michele. Sul telefonino scorre le foto dell’incidente e non si capacita di come possa essere successo quello che la sorte ha riservato al suo familiare.

Il conforto degli amici

«Chi era Michele? Basta chiederlo a loro» mentre indica un gruppo di amici arrivati al civico 47 di via Pineta a Porcari a dare conforto a un uomo che ha perso un fratello e che ripete in un soliloquio straziante: «Non so da che parte rifarmi». Gli amici sono al suo fianco, uniti nel sostenere una persona che il destino ha colpito in uno degli affetti più cari.

«Gliel’ho detto: non ci andare»

«Sinceramente non so come è andata - risponde al Tirreno - . La polizia mi ha solo detto che dovrò fare il riconoscimento della salma. Quando doveva fare delle consegne partiva sempre presto, verso le 7. Per il viaggio di stamani (ieri, ndr) gliel’ho anche detto "non ci andare per quei pochi quintali". E lui niente».

L’indagine

Il 26enne di Pistoia che guidava il Trafic è indagato per omicidio stradale. Il sindaco Leonardo Fornaciari ricorda con una nota Quartaroli : «Michele era più grande di me e facevamo tutti parte del gruppo che in estate si formava intorno al bar Pineta. Era un ciclista molto bravo e quando la corsa era vicina andavamo a fare il tifo per lui. Sempre sorridente e alla mano se ne va troppo giovane ed è stato uno dei protagonisti della vita che ruotava intorno alla Pineta. Sono veramente dispiaciuto e vicino al fratello Alberto, alla mamma Marta, alle figlie e alla famiglia».

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