Il Tirreno

Pontedera

La tragedia

Cascina, muore travolto dal treno mentre attraversa i binari: «Indossava le cuffie»

di Lorenzo Carducci
Sul posto vigili del fuoco e soccorritori (foto Stick)
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Sul posto vigili del fuoco e soccorritori (foto Stick)

A perdere la vita, nella mattinata di sabato 7 novembre, un 39enne che abitava da anni a Pisa: alcuni studenti hanno visto che indossava le cuffie. Tanti giovani sotto choc per l’accaduto

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CASCINA. Alcuni studenti lo hanno visto attraversare i binari: era arrivato sulla banchina della stazione da via Giuseppe Cei Sud, dal lato della Coop e dell’istituto Pesenti. Poi, indossando le cuffiette auricolari, anziché raggiungere l’estremità opposta percorrendo il sottopasso, ha deciso di accorciare tagliando dai binari.

Ma non si è accorto che sul binario 2, sul quale si è trovato appena sceso dalla banchina, nel frattempo stava arrivando un treno regionale proveniente da Pisa in direzione Firenze, che da Cascina sarebbe passato senza fermarsi.

La ricostruzione e la vittima

Il macchinista ha fatto partire il fischio di avvertimento e la frenata d’emergenza, ma ormai era troppo tardi sia per il convoglio che per il pedone, travolto senza avere il tempo per potersi mettere in salvo. Ha perso la vita così Abdellatif El Aissi, 39enne marocchino residente a Pisa, dove viveva da solo da qualche anno senza familiari. Una tragedia, quella avvenuta ieri mattina, sabato 7 novembre, intorno alle 8 alla stazione ferroviaria di Cascina, avvenuta sotto gli occhi di decine di persone che erano appena scese dal treno, che ci stavano per salire o semplicemente intente a passare da una parte all’altra della ferrovia.

Tra queste diversi studenti delle superiori, arrivati da casa per entrare a scuola, al liceo Russoli o al Pesenti, e ritrovatisi testimoni oculari di una scena che non sarà facile dimenticare. Immagini che hanno raccontato alle forze dell’ordine intervenute, intente a ricostruire l’investimento attraverso ogni dettaglio utile, tra quanto visto dall’occhio umano dei presenti oltre che da quello elettronico delle telecamere della stazione.

Sul posto i soccorsi, vigili del fuoco e forze dell’ordine

Dai primi istanti successivi all’impatto, è stato chiaro fin da subito che per il 39enne non ci fosse niente da fare. Secondo una prima ricostruzione, il treno lo avrebbe trascinato sui binari per oltre cento metri.

Sul posto la Polizia ferroviaria di Pisa, i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale delle associazioni di soccorso locali, anche se per il recupero della salma sono servite diverse ore. Una volta avvenuta la constatazione del decesso, le autorità non riuscivano infatti a trovare associazioni o agenzie funebri disponibili per effettuare il servizio che alla fine, tra le 13 e le 14, ha svolto l’impresa funebre Magnani di Vicopisano. Di conseguenza la circolazione ferroviaria, prima sospesa e poi in lenta e graduale ripresa, è stata ripristinata completamente soltanto dopo le 15.

I collegamenti in tilt per ore

Diversi i treni regionali e ad alta velocità che hanno subito ritardi, modifiche di percorso o cancellazioni. Il convoglio da cui è stata travolta la vittima, il regionale 18268 partito alle 6,26 da Campiglia Marittima con arrivo previsto a Pontedera-Casciana Terme alle 08,09, è arrivato a destinazione alle 14,43, con 394 minuti di ritardo (circa 6 ore e mezzo). Ma i disagi sulla linea ferroviaria non sono che lo sfondo di un dramma che addolora e sconvolge l’intera comunità, che già in passato purtroppo ha vissuto esperienze simili per la morte di persone che stavano attraversando i binari senza accorgersi del pericolo. La salma di El Aissi è a disposizione dell’autorità giudiziaria: del caso si occupa il sostituto procuratore Fabio Pelosi.

Gli studenti sotto choc

A far capire il segno lasciato negli studenti che hanno assistito all’incidente, sono le parole di una 18enne del liceo Russoli, che si firma con lo pseudonimo letterario Mitasaki. «Stavo per attraversare la stazione passando sotto il cavalcavia, quando ho sentito il fischio prolungato di un treno. Ho avvertito una sensazione strana e subito dopo ho sentito un ragazzo urlare, poi ho guardato verso i binari – racconta –. Ho visto solo una scarpa a terra e ho sentito come se tutta la mia anima volesse rigettare ciò a cui aveva appena assistito. È stata la scena più triste e dolorosa a cui abbia mai assistito». 

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