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Gli ultimi attimi di vita dello chef Daniele Fagiolini: il malore in casa, l'allarme e quell'anniversario che non potrà festeggiare

di Redazione Pontedera

	Daniele Fagiolini, morto all’età di 61 anni
Daniele Fagiolini, morto all’età di 61 anni

Era il titolare dell’Antico Ristoro Le Colombaie di San Miniato: aveva 61 anni. A ucciderlo è stato con ogni probabilità un infarto. Anche quest’anno si era fregiato della “Chiocciola”, l’ambito riconoscimento attribuito da Slow Food

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SAN MINIATO. Fino ad oltre le 23 di domenica sera ha seguito amorevolmente i suoi clienti ai tavoli all’aperto come se nulla potesse succedere, senza manifestare alcun problema. I soliti sorrisi, le solite battute e nuovi progetti per il futuro. Ieri pomeriggio, all’improvviso, è finito tutto.

Una tragica notizia ha scosso San Miniato, il comprensorio del Cuoio e l’intera Valdera in una giornata di caldo estremo. Daniele Fagiolini, 61 anni, sposato e padre di tre figli, titolare e chef dell’Antico Ristoro Le Colombaie a Catena di San Miniato, è morto. Un malore, con ogni probabilità un infarto, lo ha sorpreso e stroncato mentre era da solo in casa. Il lunedì è il giorno di riposo settimanale del suo ristorante e Daniele, chef di pluriennale esperienza, ne aveva approfittato per riposarsi un po’ dalle fatiche del lavoro. Inutili i soccorsi chiamati dai familiari al loro rientro. I sanitari del 118 hanno provato a rianimarlo, ma senza alcun esito positivo. poi la disperazione dei familiari, della moglie e dei due figli.

«Non ci posso ancora credere – sono le prime parole del sindaco Simone Giglioli –. Mi dispiace tantissimo, sono profondamente addolorato. Daniele era prima di tutto un grande amico, oltre che una figura di riferimento per il territorio e per l’opera di promozione turistica connessa. La vicinanza mia e di tutta la cittadinanza e dell’intera amministrazione comunale alla famiglia».

Una vita trascorsa per fare sempre meglio, impegnato nella valorizzazione dei prodotti del territorio e dell’Antico Ristoro Le Colombaie, nato da uno schizzo su un tovagliolo trovato per caso e dall’idea di un bancone attorno al quale sarebbe poi nato tutto il locale. Fagiolini era riuscito a farne un posto dove non solo si fa buona cucina ma dove soprattutto si parla correttamente di cibo. Se la cucina era il suo forte, anche il saper fare comunità, il mettersi a disposizione per gli altri e per le varie iniziative organizzate sul territorio non era da meno.

Anche per il 2026 l’Antico Ristoro Le Colombaie aveva ottenuto la “Chiocciola” delle migliori Osterie Slow Food. Un segno di riconoscimento per gli artigiani del cibo. Un vanto per la sua cucina della tradizione realizzata con i migliori prodotti del territorio, i più reperiti proprio nei dintorni della piana sanminiatese e pisana, altri presso noti artigiani. Un grande orgoglio per Fagiolini, consapevole di essere l’unico ristorante dell’intera provincia di Pisa ad aver conquistato e mantenuto per così tanto tempo l’ambita “Chiocciola”. Sicuramente un merito per il fatto di proporre una cucina sostenibile, fatta con prodotti di eccellenza e con un rapporto qualità-prezzo molto interessante. Di recente aveva partecipato all’organizzazione di una iniziativa benefica organizzata da Il Tirreno con l’intero ricavato devoluto alla compagnia di teatro inclusivo “Mayor Von Frinzius” di Livorno. «Da mettere bene in evidenza la sensibilità e la grande disponibilità dell’armatore, la famiglia Onorato, per eventi di questo tipo, perché mettere a disposizione navi-traghetto come la Legacy o la Fantasy non è per niente cosa da poco» aveva scritto sul suo profilo Facebook.

Sotto choc per la morte di Daniele il suo aiuto cuoco, Meti Dine, il quale proprio sotto la guida di Fagiolini, aveva raggiunto livelli eccelsi. «È l’anima pensante della nostra cucina. Sempre attivo e performante», diceva di Meti lo stesso Daniele.

Proprio in questi giorni Fagiolini, che fino all’anno scorso aveva organizzato con risultati sempre lusinghieri la Festa nell’Aia, a cui partecipavano i migliori artigiani del gusto della Toscana, stava pensando a come festeggiare la giornata del 27 luglio, che avrebbe segnato il ventesimo compleanno della sua attività al Ristoro. Un maledetto quanto orribile destino non gliel’ha permesso.

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