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Casa bruciata nel maxi-rogo, il cuore di Asciano per il vigile del fuoco Tommaso: in 250 per aiutarlo

di Redazione Pontedera
Nozzolini, la casa e l'evento dei giorni scorsi
Nozzolini, la casa e l'evento dei giorni scorsi

«È stata dura e adesso bisogna ricominciare», ha detto con le lacrime agli occhi ringraziando di cuore i compaesani e il sindaco

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SAN GIULIANO. «Un paese ci vuole, un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».

Lo scriveva Cesare Pavese ne “La Luna e i falò”, ma si è toccato con mano sabato scorso quando tutta Asciano si è mobilitata per aiutare una famiglia che ha visto bruciare la propria casa in uno spaventoso incendio, quel terribile rogo che, nella notte tra il 30 aprile e il Primo maggio, ha distrutto 700 ettari di bosco, incenerito tanti animali selvatici e bruciato la casa di Tommaso Nozzolini. Lui in quel momento, come volontario dell'antincendio boschivo, era su un altro fronte di fuoco.

L’evento

Sabato sera, accanto alle autorità (il sindaco Matteo Cecchelli, la senatrice Ylenia Zambito, i consiglieri regionali Antonio Mazzeo e Matteo Trapani), c’erano gli ascianesi, quei paesani che hanno ritrovato in un attimo lo spirito di comunità e si sono rimboccati le maniche già la notte del fuoco, per mettere in salvo abitanti, persone anziane e disabili, per scortare fuori dalle fiamme e dal fumo animali domestici intrappolati, per assicurare un posto sicuro e un caffè caldo a tutti gli sfollati.

E che sabato hanno risposto in massa alla chiamata dell’attivissimo don Alessio, capace di mobilitare uno stuolo di giovanissimi e giovanissime, insieme alle (applaudite) cuoche storiche del paese: hanno allestito tavoli sedie e tovaglie, hanno cucinato penne e ragù e hanno accolto circa 250 persone, dispiaciuti di dover mandare indietro molte richieste.

Lo spirito del paese ha fatto sì che il panificio Della Croce abbia regalato pane e schiacciata e la pasticceria bar Salsedo abbia confezionato una mega torta con la dedica a Tommaso. Non è stata sola nel lavoro la parrocchia, supportata con vigore dai volontari della Pubblica assistenza e da quelli del locale circolo Pd.

«Mi commuove la bontà» aveva detto ai suoi soccorritori il 93enne ex partigiano Athos Ruberti, sfollato nella notte del fuoco insieme alla moglie. Lo stesso concetto espresso dal coordinatore della Pubblica Assistenza Marcello Fasano («dobbiamo essere orgogliosi di questa serata»), dalla ex consigliera Pd Giuseppina Lotti, una delle organizzatrici, e da don Alessio, prodigo di ringraziamenti verso tutti i volontari.

La cifra

Sono stati già raccolti più di 4mila euro, ma le donazioni non finiscono qui. Con la realizzazione di un video e il lancio di una canzone scritta da Gianluca Lucchese (“Al tuo fianco”) è stata avviata una raccolta di fondi per la Sava, squadra di volontari antincendio, per l’acquisto di mezzi e strumentazione.

«È stata dura, e adesso bisogna ricominciare». Lo ha detto con le lacrime agli occhi Tommaso Nozzolini, ringraziando di cuore i compaesani e il sindaco. Bisognerà anche ricostituire quel monte meraviglioso oggi diventato nero, bisognerà capire come è potuta accadere una simile tragedia, bisognerà, soprattutto, impedire che accada di nuovo.

Sarà meno difficile stando tutti insieme, e il migliore segno di speranza è stata la nascita di Ginevra, figlia di due volontari della Pubblica Assistenza impegnati tutta la notte del fuoco, e venuta alla luce proprio all’alba del Primo Maggio.

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