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Il caso

La carica dei 101 barboncini sequestrati a Castefranco: il Tribunale ne ordina il ritorno a casa ma molti sono già stati adottati

di Redazione Pontedera

	Una foto diffusa dalla Guardia di finanza dopo il sequestro di barboncini avvenuto in un allevamento a Orentano nel Comune di Castelfranco
Una foto diffusa dalla Guardia di finanza dopo il sequestro di barboncini avvenuto in un allevamento a Orentano nel Comune di Castelfranco

Scatta l’operazione per rintracciare i cani dati in adozione in mezza Italia. Per la titolare dell’allevamento di Orentano restano ipotesi di reato come maltrattamenti di animali e abuso edilizio

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CASTELFRANCO. Annullato il sequestro dei 101 barboncini oggetto di un’operazione della Guardia di finanza in un allevamento di Orentano, nel comune di Castelfranco. La titolare, rappresentata dall’avvocato Francesco Virgone, potrà riavere gli animali, anche se restano a suo carico le accuse di maltrattamenti e abuso edilizio. Semmai il problema sarà rintracciare i cani che l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) aveva dato in adozione in varie zone d’Italia.

«Cercheremo di capire con la Procura come fare per avere indietro i barboncini – dice il legale del foro di Pisa – perché non sappiamo assolutamente dove si trovino».

Il reato di abuso edilizio è sostanzialmente legato alla mancanza di permessi da parte del Comune, mentre per quanto riguarda i maltrattamenti, secondo Virgone, dagli accertamenti sarebbe emerso che due cani avevano orecchie tagliate, dopo essere stati acquistati regolarmente in Russia, Paese dove sono stati praticati i tagli. Uno degli animali avrebbe avuto la congiuntivite, mentre un altro sarebbe stato trovato con segni in testa riconducibili a colpi ricevuti e curati. A stabilire il dissequestro è stato il Tribunale del Riesame di Firenze con i magistrati che hanno accolto pienamente la tesi difensiva.

Resta da affrontare il processo per la titolare dell’allevamento che, fin da subito, si era difesa dicendo di avere tutte le carte in regola per portare avanti l’attività e di aver sempre operato in base alle direttive imposte dall’Ente nazionale cinofilia italiana (Enci).

Il 24 aprile, giorno del sequestro, in molti si sono detti indignati contro chi maltratta gli animali e, in particolare verso la titolare dell’allevamento oggetto dell’operazione della Finanza, tra i quali anche i vice presidenti del consiglio regionale, Antonio Mazzeo del Pd e Diego Petrucci di Fratelli d’Italia. 

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