Il Tirreno

La curiosità

Sorpresa, «non siamo soli»: c’è una Carrara anche oltre l’oceano. E da là si salutano i picapiedras

di David De Filippi

	Luz Del Alba Rubio e il cartello della città
Luz Del Alba Rubio e il cartello della città

Nel 1800 i cavatori apuani insegnarono come cavare pietra in questa città nel cuore del Sudamerica

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CARRARA. Non siamo soli. Esiste una Carrara oltre l’oceano, un avamposto di identità apuana incastonato nel cuore del Sudamerica. Si chiama Nueva Carrara, si trova nella provincia di Maldonado, in Uruguay, e la sua storia è un racconto epico di emigrazione, fatica e bellezza che risale alla fine del 1800. E, udite-udite, il sindaco di quella città, Alejandro Echavarría, manda i saluti a Carrara e ai carraresi: l’ha fatto proprio adesso. È quasi incredibile.

Il merito

Ha riacceso i riflettori su questa straordinarietà Luz Del Alba Rubio, artista uruguayana che Carrara-Città creativa Unesco ha accolto e che le ha fatto i complimenti quando di recente ha ricevuto a Roma il prestigioso Premio Maria Callas. Vivendo “tra i due mondi”, Luz Del Alba ha dedicato un suggestivo video alla città sudamericana, applaudito sulla pagina Facebook Sei di Carrara se...

La riscoperta

«Attraverso l’oceano Atlantico c’è un piccolo grande e meraviglioso pezzo d’Italia – spiega Luz nel suo videoracconto – Alla fine del 1800, centinaia di carrarini sono arrivati qui e hanno insegnato agli uruguayani come tagliare il marmo e la pietra delle montagne locali». Le immagini mostrate dall’artista sono mozzafiato. Luz attraversa un ponte moderno, una struttura in metallo con lastre trasparenti che regala l’emozione di camminare sospesi nel vuoto, offrendo una vista impressionante sulle cave sottostanti.

Le somiglianze

Il paesaggio è un contrasto magnetico: pareti rocciose imponenti che si tuffano verticalmente in un lago, circondate da una fitta vegetazione boschiva. Si tratta di un’ambientazione suggestiva che richiama le Apuane-imponenti, seppur con sfide logistiche diverse, basta immaginare le difficoltà nell’estrarre pietra da una parete a picco su uno specchio d’acqua. Forse proprio per questo fu necessario allora chiamare gente di Carrara, in grado di cavare pietra in condizioni estreme. Da questi bacini estrattivi è uscito il materiale utilizzato per la facciata del Palazzo del Governo di Montevideo.

«Nel 2025 – ricorda Luz – si è celebrato il centenario della costruzione di quel palazzo, un’opera monumentale dove i marmi uruguayani, lavorati dalle mani esperte dei discendenti dei carrarini, hanno creato meraviglie architettoniche».

Il messaggio

Nel video compare anche il sindaco Echavarría, che visitò Carrara in passato, e potrebbe diventare l’anima di un progetto che mira a rinvigorire quel ponte di amicizia nato oltre cento anni fa. «Voglio ringraziare i cittadini e i picapiedras di Carrara» – dice e usa il termine spagnolo che indica i tagliapietre – Insieme ai lavoratori uruguayani hanno costruito il nostro palazzo governativo e moltissime altre opere, lavorando in una comunione d’intenti che dura ancora oggi». L’auspicio, condiviso con forza dall’artista e dalle autorità locali, è che questo filo rosso che unisce le due sponde dell’Atlantico possa trasformarsi in un riconoscimento ufficiale, magari un gemellaggio tra Carrara e Nueva Carrara. Sarebbe il passo naturale per onorare il passato e costruire un futuro di scambi culturali e turistici, celebrando una fratellanza scolpita, letteralmente, nel marmo.

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