Tira una bottiglietta all’arbitro: caos fra genitori alla partita under 13 Pontedera-Livorno
Spintoni, urla e offese: il presidente dei granata dopo il parapiglia chiede alle famiglie comportamenti corretti, il suo collega labronico annuncia provvedimenti intanto
PONTEDERA. Non passa settimana, soprattutto da un mese a questa parte, che sui campi del calcio giovanile non accadano episodi che con lo sport non hanno proprio niente a che vedere. Come quanto successo l’altra mattina al campo sportivo dell’Oltrera, durante la partita del campionato Esordienti under 13 professionisti tra i padroni di casa del Pontedera e il Livorno. Un match disputato nove contro nove con un allenatore della società granata di poco più di 20 anni a fare da arbitro come sempre durante gare appartenenti alle categorie della scuola calcio.
Un parapiglia fra genitori, perché sono quasi sempre gli adulti a dare il cattivo esempio, con spintoni, urla, offese e tensione. L’unica nota positiva è che il caos durato alcuni minuti non sia sfociato in atti di violenza vera e propria. Ma la scena più significativa ripresa nel video che circola nelle chat delle famiglie è rappresentata dai giovanissimi calciatori fermi vicini alla rete di recinzione del terreno di gioco mentre guardano in silenzio i loro padri prendersi a male parole e affrontarsi viso contro viso.
Rassegnazione
Niente di nuovo, purtroppo, sul fronte di uno sport, il calcio, che non riesce a uscire dal tunnel. A tutti i livelli. Con una sensazione di quasi rassegnazione da parte dei dirigenti delle due società, Paolo Pastacaldi, responsabile del settore giovanile del Pontedera e Claudio Cini, che gestisce la scuola calcio del Livorno.
«Nonostante le iniziative per far capire a dirigenti, allenatori, giocatori e genitori che serve un comportamento corretto – dice Pastacaldi – non siamo immuni da situazioni veramente spiacevoli. Questa volta i problemi non sono stati originati da familiari dei nostri calciatori. Ma non per questo possiamo dirci contenti di quello che è successo. Per fortuna nessuno si è fatto male e non ci sono state violenze gravi. Ma troppo spesso assistiamo a scene che con lo sport e il calcio dei più piccoli non hanno niente a che fare».
Provvedimenti
Cini, però, annuncia l’intenzione di prendere provvedimenti: «Ho in programma incontri con genitori e se qualcuno dei nostri ha sbagliato ne pagherà le conseguenze. Purtroppo, questa è una battaglia persa. Al centro sportivo Livornello abbiamo chiuso gli accessi ai campi di gioco alle famiglie durante gli allenamenti nei giorni feriali. Ma nei fine settimana, per le partite, tutti possono accedere. E spesso accadono episodi come quello di Pontedera in cui gli adulti si dimenticano di dover dare il buon esempio ai figli, rendendosi protagonisti di fatti davvero gravi. Meno male che non ci sono state botte vere e proprie. Ma anche questa volta la figura migliore l’hanno fatta i più giovani, capaci di starsene tranquilli mentre gli adulti si comportavano in malo modo. Ribadisco che questa resta comunque una battaglia persa».
Follia
L’altra mattina, secondo quanto raccontato da persone presenti nel momento del parapiglia, sarebbe stato il padre di un ragazzino della squadra ospite a iniziare con le offese all’arbitro, reputandolo troppo “casalingo”.
A un certo punto, però, sarebbe stata lanciata una bottiglietta d’acqua all’indirizzo del direttore di gara ed è scoppiato il caos. Genitori di giocatori del Pontedera si sono mossi verso “l’avversario” ed è nato il parapiglia con un uomo finito a terra nel tentativo di fare da pacere. Qualcuno dalla parte del Livorno ha raccontato anche di frasi poco edificanti pronunciate dall’arbitro all’indirizzo dei calciatori ospiti. Insomma, un caos sedato a fatica da un buon numero di adulti, tra cui anche un carabiniere.
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