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Livorno, ladri tra le cappelle del cimitero: rubate anche le foto dei defunti

di Juna Goti
Il mausoleo
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La Misericordia: «Luoghi da rispettare, siamo dispiaciuti e allibiti». I malviventi pure in chiesa

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LIVORNO. Definirli antipatici è poco. Forse sono furti facili, perché fatti nell’ombra, nel silenzio. Ma risultano a dir poco odiosi, perché organizzati approfittando di luoghi di affetto, di ricordi e di dolore che dovrebbero essere solo rispettati. Nell’ultimo finesettimana – lo stesso che ha fatto registrare furti e danni nei negozi di fiori e nelle salette del commiato della Svs, ai Lupi – qualcuno se l’è presa anche con le cappelle funebri che si trovano nel cimitero monumentale della Misericordia, dall’altra parte della città.

Da una cappella gentilizia, familiare, sono stati in particolare rubati due candelabri e la cornice d’argento che custodiva la foto di una ragazza scomparsa quando aveva appena 19 anni. Ed è stato solo l’ultimo caso, perché nei giorni precedenti i ladri hanno forzato anche altre cappelle e sono entrati nella chiesa storica, che è in attesa del restauro, portando via il calice, il porta ostie e perfino il libro della messa.

Partiamo da quanto è avvenuto domenica. A fare l’amara scoperta è stato Roberto Napoli, conosciuto in città per il suo impegno e la sua attività nel mondo dell’arte e dello spettacolo. Ha raggiunto il cimitero della Misericordia per visitare la cappella di famiglia, dove riposano i suoi cari. «Camminando verso il nostro spazio – racconta – ho notato qualcosa di strano: alcune cappelle gentilizie di privati avevano i portoncini aperti. Non senza un certo stupore, ho visto che anche la cappella della mia famiglia era stranamente aperta. La serratura era stata forzata, forse con attrezzi da scasso. Dopo un primo momento di sconforto, ho notato che mancavano due candelabri d’epoca e soprattutto una cornice in argento, nella quale dal 1979 era esposta la foto di mia sorella Raffaella, deceduta tragicamente a 19 anni in un incidente stradale. Mia mamma l’aveva amorosamente sistemata sull’altare al centro della cappellina. Purtroppo insieme alla cornice hanno portato via anche la foto».

Ha avvisato il custode, che nei giorni precedenti si era già trovato a fare i conti con dei furti ai danni di altre famiglie. Non solo: qualche settimana fa, approfittando di un momento di pausa del personale, qualcuno è riuscito a rubare pure il taglia erba usato nel cimitero.

«All'interno delle cappelle – riprende Napoli – oltre ad oggetti di carattere sacro e ai classici fiori, le famiglie pongono normalmente anche oggetti di famiglia, come cornici per le foto dei defunti, candelieri, vasi». Oggetti che possono essere anche di valore economico, ma che lo sono prima di tutto dal punto di vista affettivo. «Il furto di questi piccoli beni – evidenzia – è davvero un fatto increscioso, vista la delicatezza del luogo e il ricordo di chi non c'è più».

C’è poi una storia nella storia. La cappella dei Napoli non è molto distante dalla tomba di Pietro Mascagni: il bisnonno di Roberto, Pietro Napoli, che riposa anche lui nella cappellina di famiglia, era stato primo violino nell'orchestra che debuttò con Cavalleria Rusticana nel 1890 al Teatro Costanzi di Roma. Dal 1895 la famiglia si è sempre dedicata, senza interruzione, al settore musicale.

Quello della Misericordia è un cimitero storico, che può attirare anche l’interesse di osservatori che non entrano per fare visita ai propri cari. Non è quindi sempre facile controllare chi si aggira tra le tombe e le cappelle. «Già due settimane fa – spiegano al Tirreno dalla Misericordia, che ha la proprietà e la gestione dell’area – abbiamo allontanato dal cimitero due persone che si aggiravano con fare sospetto».

«Un luogo come questo – evidenziano – dovrebbe essere rispettato». Invece si stanno registrando casi che preoccupano, per un ripetersi evidentemente non casuale. Tra sabato 14 e domenica 15 marzo i ladri hanno sfondato il portoncino della cappella dei Napoli, nel finesettimana precedente sono entrati in altre cappelle e da tre in particolare hanno portato via cornici, candelabri e altri oggetti. «Sono entrati anche nella chiesa, gli addetti se ne sono accorti perché hanno trovato una porta aperta e sono spariti il calice, il porta ostie e il libro della messa», raccontano i responsabili del cimitero. Che stanno quindi valutando la possibilità di «predisporre un sistema di videosorveglianza all’ingresso, per vedere chi entra nell’area».

Nel frattempo, assicurano, «il personale farà più giri all’interno per arginare il fenomeno». «Siamo dispiaciuti e allibiti – sottolineano dalla Misericordia – non avremmo mai pensato di dover fare i conti con qualcuno che viene a rubare i candelabri e le cornici con le foto dei defunti. È inimmaginabile. In passato c’è stato qualche furto, ma non così, in modo sistematico». 

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