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Pontedera, 19enne «ostaggio» del Marocco da sei mesi: «Ibrahima deve tornare a casa»

di Sabrina Chiellini

	Ibrahima Ba, il 19enne pontederese bloccato in Marocco
Ibrahima Ba, il 19enne pontederese bloccato in Marocco

Il giovane ha problemi di salute e ha bisogno di potersi curare. È stato bloccato all’aeroporto di Casablanca perché le autorità ritengono che il suo passaporto sia falso. L’ex sindaco Paolo Marconcini: «La Farnesina si attivi a più presto»

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PONTEDERA. Dal primo di agosto un ragazzo di 19 anni, figlio di immigrati senegalesi, cittadino italiano, è bloccato in Marocco dalle autorità che ritengono falso il suo passaporto. Ibrahima Ba è stato fermato all’aeroporto di Casablanca dove avrebbe dovuto imbarcarsi con il fratello per rientrare a Tolosa, dove studia e vive con la mamma (i genitori sono separati). Il padre Aboubakar Ba vive da molti anni a Pontedera, ha lavorato alla Manutencoop e alla Geofor e ora è in pensione. Finora ogni tentativo di farlo rientrare in Italia non ha avuto alcun effetto. Ibrahima Ba è ancora trattenuto contro la propria volontà e senza un motivo reale, a Casablanca dalle autorità del Marocco, ricorda Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera, che ritorna sulla vicenda.

«Siamo ormai al sesto mese. Ibrahima è nato a Pontedera, ha la cittadinanza italiana e studia in Francia dove abita la madre, ha passato questo tempo, per noi festoso, in Marocco. Per lui non c’è stato niente da festeggiare. Il Comune, il Consolato italiano di Casablanca e l’Ambasciata italiana a Sadat si sono attivati. Hanno chiesto calma per non disturbare il lavoro diplomatico e così abbiamo fatto» afferma Marconcini.

Due giorni fa il ragazzo si è presentato in tribunale, visto che le autorità marocchine lo hanno denunciato. «Si sperava nella restituzione del passaporto e invece niente. Ibrahima è ancora là. Ha ormai perso l’anno scolastico, ha bisogno di cure, perché soffre di asma. In un primo tempo è stato ospite di conoscenti, adesso è in un appartamento che la famiglia, che non è facoltosa, paga ogni giorno. Il padre e la madre si sono alternati accanto al figlio. Hanno assunto un avvocato, un altro lo sta incaricando il Comune di Pontedera che sostiene la famiglia» continua Marconcini.

Il passaporto di Ibrahima è valido, lo ha attestato la Questura di Pisa e lo ha dichiarato per scritto il Consolato Italiano di Casablanca alle autorità marocchine. L’unica cosa ottenuta al momento è un certificato sostitutivo d’identità perché, con il sequestro del passaporto, Ibrahima si è trovato per diversi mesi in un paese straniero senza documenti di riconoscimento. Il medico d fiducia del Consolato Generale d’Italia a Casablanca, visitato Ibrahima, ha emesso un certificato sanitario che attesta che il ragazzo ha bisogno di cure mediche e ricovero per le sue difficoltà respiratorie, per l’asma e le apnee notturne. Il caso è finito anche all’attenzione della Farnesina ma le risposte non arrivano.

«Penso, e con me lo pensano in molti a Pontedera, che occorra fare ancora un passo in più. Che il Ministro degli Esteri, non so per quale via gerarchica, sia interpellato e coinvolto. E che il nostro Ministero contatti direttamente il corrispondente Ministero del Marocco. Perché il trattenimento di un cittadino italiano, nostro concittadino, sta divenendo un caso diplomatico. E, per impedire che lo diventi ancora di più, dobbiamo mobilitarci. Occorrono tutta la “politica” e tutta la diplomazia, al più alto livello possibile». Ibrahima deve tornare a casa: non si stanca di ripetere l’ex primo cittadino. In questi mesi, nonostante che in molti si siano interessati alla vicenda, la situazione non si è sbloccata.

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