Il Tirreno

Pontedera

Politica

Caos Pd a Pisa: capolista a sorpresa, Luca esclusa e una guerra tra correnti inspiegabile a un mese dalle elezioni

di Libero Red Dolce

	Alessandra Nardini, Sonia Luca e Matteo Trapani
Alessandra Nardini, Sonia Luca e Matteo Trapani

Liste che ballano tra uomini e donne, pressioni dal territorio e auto-sospensioni: a un mese dalle regionali, il Pd pisano sembra più un gioco di scacchi che una campagna elettorale

4 MINUTI DI LETTURA





Sonia Luca esclusa, Matteo Trapani capolista, l’assessora regionale Alessandra Nardini in seconda posizione. E la lista per le elezioni che si riduce da sette a otto candidati. A un mese dalle elezioni il Pd pisano è incappato nel più classico degli ostacoli: l'auto-sabotaggio con avvitamento.

Perché Nardini non è più capolista

La novità di oggi è il nome del capolista. Guida il gruppo Trapani (fino a qualche settimana fa persino incerto della candidatura), mentre la big del partito Nardini è in seconda posizione. Il perché è spiegato da una questione matematica. Le regole sulle liste in Toscana prevedono l’alternanza in lista tra un uomo e una donna. Con la lista dispari a sette, quattro uomini e una donna (Katia Lazzereschi si è autoesclusa per favorire Luca), non si può avere una donna capolista. Perché così in coda - in sesta e settima posizione - si avrebbero due uomini. Non proprio una tutela alle donne questa legge, va detto. E così la capolista designata passa in seconda posizione, che invece fa il percorso opposto. Avvicendamento al vertice, con il resto che rimane nello stesso orinde di prima (quinto è Antonio Mazzeo). Perché di reintegrare Luca i vertici del Pd non hanno voluto sentirne, tenendo il punto nonostante le pressioni dal basso.

Una guerra tra correnti mascherata da guerra dei territori

Se un quadro del genere qualcuno lo avesse dipinto una settimana fa si sarebbe preso del fantasticatore con il vizio delle scommesse a perdere. Ancora il 9 settembre Nardini parlava di «grande onore» nel commentare la sua candidatura come capolista. E invece…

La guerra tra correnti – mascherata da guerra di territori - è servita. Con una parte importante del Pd della Valdera che si è schierata a favore di Luca e gli amministratori che si sono auto-sospesi proprio per fare pressione per il reintegro di Luca. Un pressing che è diventato in poche ore guerriglia di comunicati, con un pezzo del territorio piuttosto in vista che si è accodato ad Antonio Mazzeo, che aveva avuto una deroga per un terzo mandato e che spesso prima dell’inizio della campagna elettorale aveva portato al suo fianco Sonia Luca. Il dito puntato, anche se non in modo troppo esplicito, era verso Nardini, considerata artefice di questa non candidatura. Molto chiara invece l'assessora pontederese in questo senso: «Resta poi un tema che non può essere ignorato: la parità di genere. È stato accettato che ci fosse una donna in meno, senza che le figure più autorevoli del nostro partito, a partire dall'assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini, sollevassero obiezioni».

Amministratori della Valdera al fianco di Luca

Si erano schierate anche alcune amministratrici dem della Valdera, mettendola sul piano della rappresentanza di genere: «le quattro candidature maschili – aggiungono – rappresentano partiti di comuni che, insieme, contano circa 285mila abitanti. Le tre femminili provengono da comuni che complessivamente ne raggiungono appena 9mila». Il ritornello è quello della volontà di un partito locale schiacciato da un atto di prepotenza dei vertici. Chiamando in ballo la segretaria Elly Schlein, vicina a Nardini. Ma davvero è una questione di territori? A osservare più da vicino la ricostruzione traballa.

Filippeschi: «Mazzeo pretende Luca in lista per primeggiare»

A dare una lettura diametralmente opposta è l’ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi: «La ragione per cui il partito è in stallo non è certo un veto da parte della maggioranza: è che Mazzeo, dopo aver ottenuto la deroga non dovuta al terzo mandato da consigliere, pretende in ogni modo anche la candidatura della Luca. Ritiene il ticket con lei essenziale per poter provare a primeggiare, dato che cinque anni fa è stata Alessandra Nardini a prevalere. Non è dunque una guerra tra donne e non è un attacco a un territorio: altre proposte autorevoli di altre Unioni comunali pisane non sono state incluse nella lista. ». Insomma Mazzeo ottenuta la deroga al terzo mandato vuole anche portare a casa la candidatura di Luca, potenzialmente in grado di sottrarre voti a Nardini. Con quest’ultima che ha incassato il sostegno pubblico di ampie fette di partito, anche in Valdera.

Una guerra incomprensibile con le elezioni alle porte

Rimane un punto, non proprio secondario date le elezioni in arrivo: gli elettori cosa avranno capito di tutto questo? Il Pd dovrebbe attrezzarsi per fornire una bussola ai naviganti, che hanno assistito a uno scontro incomprensibile a un mese da elezioni regionali considerate potenzialmente blindate. Nel frattempo, sornione, Matteo Trapani si ritrova alla guida di una lista dove il suo nome è diventato certezza poco tempo fa. Gli faremmo i complimenti, ma con tutto quello che bolle sotto il consiglio più adeguato è: “occhio a non scottarsi”.

Primo piano
L'esperto

Terremoto in Lunigiana, il geologo: «È una zona a rischio elevato, così gli edifici si sono salvati»

di Melania Carnevali
Speciale Scuola 2030