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Volterra, la Regione salva l’ospedale: «Nessun ridimensionamento»

Volterra, la Regione salva l’ospedale: «Nessun ridimensionamento»

L’annuncio dell’assessore alla sanità: «Numeri in crescita, sì agli investimenti»

28 gennaio 2024
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Volterra Niente chiusura ma, soprattutto, nessun ridimensionamento dell’ospedale di Volterra. L’annuncio arriva dall’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini che ieri ha visitato proprio il Santa Maria Maddalena incontrando una parte degli operatori sanitari definendoli «professionisti motivati che hanno illustrato con passione e competenza i risultati del loro lavoro e le criticità sono state trattate con spirito costruttivo». Insieme a Bezzini anche il sindaco Giacomo Santi, che aveva chiesto alla Regione di prendere posizione rispetto alle notizie di ridimensionamento del complesso ospedaliero, e la direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani.

«In primo luogo vorrei sgombrare il campo dalle voci che si sono rincorse in questo mese. L’ospedale non chiuderà e non verrà ridimensionato ma, al contrario, confermo che Volterra potrà contare su investimenti per oltre 30 milioni di euro – ha detto l’assessore regionale –. Purtroppo nelle zone periferiche la carenza di medici si fa sentire di più perché maggiori sono le difficoltà a reperire personale disponibile a lavorare in territori di prossimità. Per questo sto lavorando a un progetto sperimentale specifico per rendere più attrattivi questi territori. Sto pensando, per esempio, a concorsi dedicati con facilitazione di carriera perché credo nel valore della sanità pubblica e universale senza territori di serie A e di serie B».

Casani ha sottolineato che, «in questi anni a Volterra gli investimenti sono stati molti e hanno portato buoni risultati, questo grazie anche alla disponibilità degli operatori sanitari a partecipare alla rete costruita con gli ospedali più grandi e all’impegno di tutti coloro che giornalmente lavorano a Volterra. Anche a Volterra troviamo punti di forza e punti di debolezza con una netta prevalenza dei primi. Alcuni dati di attività dimostrano come il trend sia positivo».

Gli accessi al pronto soccorso sono in linea con quelli dell’Asl, in aumento rispetto al 2022 (6.820) contro i 7.311 del 2023, mentre si è riscontrata una lieve flessione nei ricoveri, dai 2.139 del 2022 ai 2.063 del 2023 (-3%). Segno più invece per la radiodiagnostica che ha registrato un aumento del 3% rispetto al 2022 e dell’8% se prendiamo in considerazione il 2019. Infatti le prestazioni effettuate erano 36.107 nel 2019, 37.696 nel 2022 e 38.985 nel 2023, quindi in continua crescita, un dato che fa di Volterra un punto di riferimento non solo per l’Alta Valdicecina ma anche per la Valdicornia e la Valdera anche grazie alla strumentazione di ultima generazione come la nuova Tac. Anche la dotazione di personale, nonostante le difficoltà ormai note, è sostanzialmente stabile però con una carenza di medici intorno alle 10 unità. «Grazie alla possibilità di fare rete con gli altri presidi e alla disponibilità dei medici è stato possibile investire sul blocco operatorio – spiegano dall’azienda sanitaria –. L’attività chirurgica ha registrato un aumento di interventi, in particolare in ortopedia, del 21% (1.171) rispetto al 2019. Infine, l’attività ginecologica, nel 2022 sono state erogate 5.316 prestazioni, i dati evidenziano che solo il 58% delle utenti residenti in Alta Valdicecina si rivolge al servizio».

Per quanto riguarda il consultorio, dall’Asl sottolineano che «il tasso ci accesso è il più alto del territorio di competenza con 5.293 accessi, 5.636 prestazioni e 2.459 utenti, mentre l’attività pediatrica ospedaliera non ha raggiunto gli stessi risultati, 555 accessi in un anno, una media di 2 accessi al giorno, nonostante l’offerta di prestazioni, anche specialistiche, copra l’intera settimana. Per quanto concerne la pediatria di famiglia sono presenti due pediatri con convenzione a tempo indeterminato che assistono 1.446 piccoli pazienti, mentre ben 226 bambini maggiori di 6 anni sono seguiti dal medico di medicina generale e 103 non hanno ancora scelto il pediatra».

Sul fronte delle famigerate liste di attesa, oncologia, ortopedia, chirurgia, neurologia e reumatologia sembrano rispettare i tempi mentre altre specialistiche mostrano sofferenze per carenza di medici e aumento delle prescrizioni (+40,5% rispetto al 2019). Stessa situazione per la parte diagnostica, qui le prescrizioni sono aumentate del 52% (da 73mila a 112mila) con le difficoltà maggiori riscontrate per le ecografie e le colonscopie. Molto buoni i tempi per le mammografie. l

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