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Addio a Vergnano, storico vicepreside dell’Itis

Pontedera, è stato un punto di riferimento per generazioni di studenti che gli hanno dedicato anche libri e poesie


27 gennaio 2022 Paola Silvi


PONTEDERA. Resta impressa nella memoria e nel cuore la sua capacità, che solo i veri insegnanti hanno, di riuscire a trasmettere il sapere e, contemporaneamente diventare esempio di vita.

Perché Aldo Vergnano, scomparso a 84 anni, classe 1937, non è stato solo un grande docente, per oltre 30 anni vicepreside dell’Iti Marconi, in grado di coltivare e diffondere la sua cultura in materia di tecnologia, ma ha sempre saputo coltivare relazioni significative con tutti i suoi alunni.

«A scuola ci sono prof e prof. E poi ci sono le istituzioni. Aldo era esattamente uno di quelli che ha fatto parte di quest’ultima categoria. Un esempio di umanità, di rispetto, di passione e di grande professionalità. In questi momenti c’è davvero poco da dire se non ringraziare», ha detto un suo ex allievo.

E di ex allievi ce ne sono stati davvero tanti. Generazioni di pontederesi hanno assistito alle sue lezioni iniziate nel 1965 tra i banchi dell’istituto tecnico. A lui poi, nel tempo, alcuni di questi studenti, una volta cresciuti e affermati a livello lavorativo, hanno dedicato libri, poesie e pubblicazioni varie.

«Lascia un vuoto profondo – dice il genero Fabiano Lorenzetti – non solo in noi ma anche in tutti quelli che con lui si sono formati e hanno imparato le basi dell’ingegneria. È capitato che negli anni venissero a chiedergli consigli oppure ci sono state occasioni in cui vecchi alunni lo incontrassero casualmente per strada e si commuovessero rievocando aneddoti e ricordi».

In tanti ieri sono andati nei locali della Misericordia, dove era esposta la salma, a portargli l’ultimo saluto. Con Aldo se ne va un pezzo di storia pontederese legato anche, indissolubilmente, all’azienda Piaggio.

Il padre si era trasferito in città dalla Fiat di Torino, per scommettere sulle opportunità di sviluppo della Vespa.

Il professore, nato e cresciuto in via dei Cappuccini, aveva scelto invece una carriera diversa. Fatta sempre di numeri e progetti ma anche di educazione e di attenzione ai ragazzi. «Mio padre – spiega la figlia Maria – ha preferito dedicarsi all’insegnamento piuttosto che svolgere la libera professione perché la scuola, la capacità di raccontare e instillare curiosità erano la sua vocazione. E perché la docenza gli permetteva di avere tempo per la famiglia, la sua vera missione. Vedeva i suoi alunni un po’ come figli. Gli stava vicino con amore ma anche con un pizzico di rigore. Ci mancherà immensamente».

Intelligente, colto, disponibile, Aldo Vergnano è morto a causa di complicazioni in seguito ad una caduta dalle scale riportata i primi di dicembre.

Oggi, alle 15.30, nella chiesa dei Cappuccini, dove aveva voluto celebrare anche i 25 anni di matrimonio, ci sarà il funerale. Lascia la moglie Lucia, i figli Luca e Maria e gli adorati nipoti Alberto e Giorgio.

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