Paolo Indiani, ecco la decima promozione: «A Pistoia verrei volentieri»
L’ex arancione festeggia l’accesso in serie C con l’Arezzo
PISTOIA. Paolo Indiani domenica scorsa ha conquistato aritmeticamente la promozione in C alla guida dell’Arezzo, con tre giornate di anticipo. Il tecnico di Certaldo è un usato sicuro, uno specialista in promozioni. Con quella di quest’anno salgono a dieci. È suggestivo cercare di scoprire i suoi segreti soprattutto adesso che la Pistoiese è in corsa per la promozione.
Classe 1954, come il vino buono migliora invecchiando. «Smentiamo le malelingue – dice scherzando – al massimo posso avere 52 anni». A Pistoia non ha vinto campionati, però nelle stagioni in cui si è seduto sulla panchina arancione ha per due volte lasciato il segno, mentre nella terza fu esonerato dopo solo sette gare. Nel 2011/12 la Pistoiese era ultima quando a novembre subentrò a Birindelli. Chiuse al settimo posto. Proseguì la carriera con Paolo Giovannini a Pontedera, disputando una serie di stagioni importanti. Nel 2017/18 tornò alla Pistoiese, che nel frattempo aveva riconquistato la serie C. E raggiunse i playoff. Fu l’unico allenatore a riuscirci nel corso della presidenza Ferrari.
Nonostante il repentino esonero dell’anno dopo e i successi recenti, quando gli si domanda se a Pistoia tornerebbe volentieri si sorprende: «Non serve chiedermelo, certo che tornei volentieri. A Pistoia sono stato benissimo e mi ha fatto piacere in questi giorni ricevere le congratulazioni da tanti pistoiesi anche quelle dell’ex presidente Ferrari». Su quale sia il suo segreto risponde: «Vincere non è mai facile , ancor meno nelle piazze ambiziose. Ad Arezzo ci sono maggiori difficoltà, rispetto a San Donato dove non si parte per vincere. Ha lavorato bene il direttore (Paolo Giovannini, con cui ha ricostituito la coppia delle meraviglie dopo cinque anni, ndr) , anche intervenendo con alcuni aggiustamenti in corso d’opera. Non sono serviti investimenti eclatanti. In serie D c’è l’obbligo di schierare sempre quattro giovani e vanno scelti bene. È fondamentale lavorarci per migliorarli. Oggigiorno in pochi lo fanno».
Il trionfo non è comunque stato privo difficoltà: «Tutte le squadre hanno i periodi di appannamento nel corso di una annata e anche noi non siamo stati esenti. Fondamentale è stato l’aver vinto entrambi gli scontri diretti con la Pianese». Viene da chiedersi in cosa si differenzi l’ambiente di Arezzo da quello di Pistoia. «Domenica a seguirci c’erano seimila persone, un numero impensabile a Pistoia – commenta Indiani –. Già questa è una bella differenza».
Sul futuro il tecnico schietto e carismatico eclissa: «Non so ancora nulla. Abbiamo vinto da pochi giorni. È presto per parlare dell’anno prossimo» dice sorridendo. Alla fine un pensiero va al suo mentore, Paolo Giovannini: «Nel calcio vince chi è capace. E lui è bravissimo soprattutto nelle scelte» conclude. Ora tocca alla Pistoiese di mister Consonni seguire il solco tracciato da Indiani in quel di Arezzo. È bello augurarselo in un finale da brividi.
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